Cinema

Al via il Festival di Cannes: tra i film in gara anche tre italiani

Cristiano Bolla
Dal 13 al 24 maggio riflettori accesi sulla kermesse francese del cinema. Nelle giurie presenti le sorelle Alba e Alice Rohrwacher e Roberto Minervini
Il Festival di Cannes - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il Festival di Cannes - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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È di nuovo tempo di Cannes, grazie al 78° Festival che inizia da martedì 13 maggio e proclamerà i suoi vincitori il 24 maggio 2025. La kermesse più prestigiosa del cinema mondiale insieme alla Mostra del Cinema di Venezia, inaugura l’edizione 2025 con «Leave One Day» di Amélie Bonnin, per poi dare spazio ad una line-up che riunisce nomi storici, registi cult, outsider promettenti e nuove voci da ogni angolo del globo.

Dall’Europa agli Stati Uniti, dall’Asia all’America Latina, la 78ª edizione punta a confermare Cannes come uno specchio della vitalità e complessità del cinema contemporaneo, in un anno che – tra guerre, campagne elettorali e piattaforme in trasformazione – assegna al cinema una rinnovata responsabilità culturale e politica. Sono tanti i nomi che catalizzeranno l’attenzione internazionale (da Wes Anderson a Ari Aster, da Julia Ducournau a Kelly Reichardt, passando per i fratelli Dardenne e Richard Linklater), ma come sempre ci sarà spazio anche per un po’ d’Italia.

Gli italiani

Sono tre i titoli italiani che sono stati selezionati nelle due principali categorie del Festival di Cannes, ovvero il concorso principale e Un Certain Regard. Coprono generazioni, stili e traiettorie diverse del nostro cinema d’autore e puntano a loro modo ad essere protagonisti di questa kermesse. L’unico nome nel concorso principale (che l’Italia ha vinto 12 volte nella storia) è quello di Mario Martone.

Tre anni dopo «Nostalgia», il regista torna a Cannes con «Fuori», ambientato nella Roma degli anni ‘80 e incentrato sulla scrittrice Goliarda Sapienza (Valeria Golino), finita in carcere per il furto di alcuni gioielli; l’incontro con alcune giovani detenute (interpretate da Matilda De Angelis e la cantante Elodie) si rivela per lei un’esperienza di rinascita e una volta uscite di prigione serve a far ritrovare alla scrittrice la gioia di vivere e la spinta a scrivere.

Nella sezione Un Certain Regard sono stati selezionati invece «La città di pianura» e «Testa o croce?». Il primo è diretto dal classe 1989 Francesco Sossai, uno dei nomi emergenti del cinema italiano: ambientato in una pianura veneta nel tempo, segue due spiantati 50enni che vagando si imbattono in un timido studente di architettura, interpretato da Filippo Scotti («È stata la mano di Dio»), che uscirà profondamente trasformato da quest’avventura con due improbabili mentori.

Dopo l’esordio presentato alla Quinzaine des Réalisateurs nel 2021, Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis entrano invece nella sezione con «Testa o croce?», un western italiano con protagonisti Nadia Tereszkiewicz, Alessandro Borghi e l’americano John C. Reilly; nella cornice di una gara di doma divenuta leggenda, segue la storia di una giovane donna che si innamora del buttero che vince la sfida (Borghi) e che, in seguito all’omicidio del marito, è costretta a fuggire con lui mentre niente meno che Buffalo Bill si mette sulle loro tracce

In giuria

Con questi tre titoli, il cinema italiano torna protagonista al Festival di Cannes, in dialogo con un panorama internazionale che si mostra più che mai variegato e ricettivo. Se però le chance di vittoria sono ridotte, il Bel Paese può consolarsi con una ricca presenza di grandi nomi nelle giurie del concorso. L’Italia recita un ruolo da protagonista a Cannes 2025, in questo caso: nel Concorso principale, accanto alla presidente Juliette Binoche e a nomi come Halle Berry e Jeremy Strong, siede l’attrice Alba Rohrwacher, pronta a portare il suo sguardo raffinato e poliedrico sulla selezione che concorre alla Palma d’Oro.

La sorella, Alice Rohrwacher, torna sulla Croisette da vincitrice (Grand Prix Speciale della Giuria nel 2014 per «Le meraviglie» e Prix du scénario per «Lazzaro felice» nel 2018) per assumere la presidenza della giuria della Caméra d’Or, incaricata di premiare la migliore opera prima tra tutte le sezioni del Festival. Infine, Roberto Minervini, regista che proprio a Cannes ha costruito una parte importante della sua carriera, è tra i giurati di Un Certain Regard, la sezione che ospita film dal taglio più audace e dove nel 2024 ha vinto il premio per la miglior regia grazie a «I dannati».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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