Martedì al Cinema Sociale, riparte la stagione: il calendario

Comincia oggi, con la prima visione bresciana di «L’isola di Andrea», la seconda parte di stagione dei Martedì al Cinema Sociale, rassegna con cui il Nuovo Mascherino rinvigorisce la tradizione del Circolo del Cinema. L’impostazione, consolidata, punta su film d’autore dall’impronta generalmente cinefila, inediti o poco visti: il rendez-vous settimanale è alle 18, nella sala cittadina di via Cavallotti 20; l’ingresso costa 5 euro.
Il dramma
Della dozzina di pellicole in calendario fino alla fine di marzo, quattro non sono mai arrivate prima nelle sale di Brescia e dintorni, a partire da quella che inaugura la sessione invernale. Presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, «L’isola di Andrea» è un dramma che ruota intorno alla separazione legale di una coppia matura con un figlio piccolo, appunto l’Andrea del titolo.
Antonio Capuano, cineasta partenopeo (classe 1940) che Sorrentino considera uno dei suoi maestri (è l’autore, tra gli altri, di «Pianese Nunzio, 14 anni a maggio», «I vesuviani», «Luna rossa»), ricostruisce con potente sguardo indagatore le dinamiche di un conflitto che ha per oggetto il figlio, ma che di fatto ne trascura le esigenze e il turbamento, con i due genitori egoisticamente proiettati sul proprio universo personale (sia pure con modalità, sensibilità e orizzonti distanti l’uno dall’altro). La regia è accurata, come pure la messa in scena, e nei due ruoli principali offrono ottime prove recitative il versatile Vinicio Marchioni e la sottovalutata Teresa Saponangelo.
Gli altri film

Quello di Capuano è l’unico film italiano inserito in una programmazione che, per il resto, si dipana attingendo da cinematografie di vari Paesi, con una leggera prevalenza per le produzioni francesi. Ed infatti il 20 gennaio sarà proiettato «À son image» di Thierry De Peretti incentrato, come già altri lavori dell’autore, sulla lotta indipendentista còrsa; e il 3 febbraio «Silenzio» di Teddy Lussi Modeste, entrambi di provenienza transalpina. In mezzo (27 gennaio) c’è il recupero di «La ragazza del coro» di Urška Djukic, delicato ritratto di una sofferta esplorazione della propria sessualità da parte di un’adolescente slovena.
Segue un dittico da cinema indie americano con «Familiar Touch» di Sarah Friedland (sull tema dell’Alzheimer, in cartellone il 10 febbraio) e «Il padre dell’anno» di Hallie Meyers Syer (il 17 febbraio, lo interpreta un grande Michael Keaton). Quindi è il turno del road-movie ceco «Caravan» (24 febbraio), del dramedy islandese «Frammenti di luce» (3 marzo) e di quello tedesco «About Louis» (10 marzo, anche questo mai uscito a Brescia), del curioso oggetto filmico cinese «Breve storia di una famiglia».
Chiudono la rassegna altri due inediti come il francese «Una ragazza brillante» (sull’ossessione per la fama di una ragazzina del Midi, il 17 marzo) e il malinconico giapponese «Super Happy Forever – La ragazza dal cappello rosso», che martedì 24 marzo mette la parola fine a questa tranche della rassegna.
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