Chiara Trombini: «Sarò una commessa del Paradiso delle signore»

«Mi madre mi avrebbe voluto medica. Ora che interpreto un’aspirante dottoressa sarà felice». La giovane attrice bresciana Chiara Trombini, 26 anni, risponde al telefono in una pausa delle riprese del «Paradiso delle signore», la serie in onda il pomeriggio su Raiuno, sulle storie e gli amori che ruotano attorno al primo grande magazzino per signore, nella Milano degli anni Cinquanta e Sessanta. Chiara, che frequenta a Roma l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, è al suo primo ruolo televisivo ed è una new entry: da oggi la si vedrà nei panni di Barbara Musso, una nuova Venere, ovvero una nuova commessa del Paradiso. Ci racconta la sua prima avventura televisiva, la sua storia e i suoi progetti.
Chiara, come è nata la sua vocazione?
Mi è sempre piaciuto recitare. In famiglia lo sapevano. Durante il liceo, alle Canossiane di Brescia, ho seguito corsi amatoriali di recitazione. L’ultimo anno delle superiori il mio insegnante mi ha consigliato di tentare i provini di ammissione alle accademie. Provai a Milano e a Roma ma non mi presero. È molto difficile entrare, ci sono duemila aspiranti per diciotto posti. Allora mi iscrissi all’università a Milano, e intanto entrai dopo un provino nella compagnia teatrale bresciana dei Guitti, con cui ho fatto due tournée. Dopo la laurea ho tentato il provino alla Silvio D’Amico e mi hanno preso. Sono al terzo anno.
E ora è arrivato il suo primo ruolo televisivo...
La produzione mi conosceva già perché aveva visto i miei self tape, i video che si inviano ai casting. Arrivare sul set, vedere le maestranze che lavorano assieme per me è stato un sogno. I colleghi mi hanno accolto con calore, e non era scontato per attori che recitano assieme da tanto tempo. Sono come una grande famiglia.

Ci racconta qualcosa del suo personaggio?
Barbara è milanese ed è una studentessa di Medicina che deve sospendere gli studi perché non riesce più a pagare la retta. Cerca un lavoro, e l’amico Johnny riesce, con un escamotage, a farle sostenere il colloquio al Paradiso. Barbara è molto più emancipata delle altre commesse, siamo negli anni Sessanta, e nutre molta ammirazione per il medico che frequenta il grande magazzino perché lei stessa vuole diventarlo. Cerca di portare un po’ di freschezza.
Si è trasferita a Roma per frequentare l’accademia. Come si trova?
La capitale è molto stimolante ma caotica. Sento la nostalgia di Brescia, della sua dimensione più piccola, della vicinanza ai laghi e ai monti. Amo la montagna, vado a cavallo e mi piacerebbe, se farò carriera, poter fare il mio mestiere tornando a vivere nella mia città d’origine. Anche se so che in questo mestiere bisogna rimanere in connessione con Roma.
Che attori la ispirano?
Recentemente ho rivisto al cinema l’attore austriaco, due volte premio Oscar, Christoph Waltz. Mi piace molto. E poi Cate Blanchett, lei è davvero incredibile.
Cosa vede nel suo futuro?
Vorrei riuscire a vivere del mestiere d’attore. E non è scontato. In accademia ci dicono che non tutti gli allievi ci riusciranno. Mi piacciono il teatro e la televisione, mi affascina il cinema d’autore. E un giorno chissà, magari riuscirò a girare un film nella natura e tra i boschi che amo tanto. Intanto so che probabilmente mi aspetta anche una seconda stagione del Paradiso.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@I bresciani siamo noi
Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.
