Dall’Islanda al chiostro di Iseo, le incisioni diventano un gioco

L’illustratrice Paola Pezzotta ha creato «Le volpe e le oche» studiando i bestiari medioevali
La lastra in pietra incisa di Iseo e il tabellone del gioco
La lastra in pietra incisa di Iseo e il tabellone del gioco
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Leggenda vuole che san Francesco, al rientro dall’Egitto e dopo l’incontro col Sultano Al – Malik al – Kamil, avesse fatto tappa a Iseo. Qui avrebbe ricevuto in dono una casetta, insieme al terreno circostante, che il santo d’Assisi avrebbe convertito in una chiesa, poi ampliata fino a divenire il monastero dedicato a S. Maria degli Angeli o della Madonna Nuova. Vero o no, le fonti antiche citano l’esistenza del convento sebino già nel XIII secolo. Nelle successive epoche il complesso subì passaggi di mano e trasformazioni, danneggiamenti e abbandoni, e oggi la chiesa dell’ex convento di San Francesco è parte integrante dell’ospedale di Iseo.

Il chiostro dell'ospedale di Iseo
Il chiostro dell'ospedale di Iseo

Il tavoliere misterioso

Ma è una fra le lastre che ricoprono il muretto del chiostro, a sinistra, a conservare un enigma che non è ancora del tutto svelato. Ma che ha ispirato l’illustratrice gussaghese Paola Pezzotta a realizzare un gioco da tavolo che recupera una tradizione che ha origine vichinga e natali, forse, in Islanda.

Nell’ex convento sebino, infatti, è conservata l’incisione di un tavoliere in forma di croce, associabile ad un gioco di strategia medioevale conosciuto con una doppia denominazione: «La volpe e le oche» oppure «Il lupo e le pecore». Se ne trova una prima citazione nella «Saga di Grettir» (o Grettis), composta in Islanda sul finire XIV secolo, dove si fa riferimento a un antico gioco chiamato Halatafl che si era nel frattempo diffuso anche nel resto d’Europa. Citato nel «Libro de los Juegos» di Alfonso X il Saggio (1283) come «De Cercar la Liebre», in Gran Bretagna prendeva il nome di «Fox and Geese». Identici gli obiettivi e la strategia sbilanciata: l’unica volpe dà la caccia alle 13 oche, le quali devono a loro volta accerchiare la volpe.

Il tavoliere misterioso
Il tavoliere misterioso

Proprio un esemplare di questo gioco, seppur in cattivo stato di conservazione, si trova inciso sulla lastra del lato ovest del chiostro dell’ospedale di Iseo. È una traccia negletta e sconosciuta ai più, di grande fascino, ma di scarsa risonanza. Probabilmente anche per il fatto che una sua datazione certa è quasi impossibile. O quantomeno, le informazioni disponibili al momento non consentono di assegnare un preciso contesto temporale all’incisione.

Da simbolo al passatempo

A contribuire ora al recupero di quel documento storico, è l’illustratrice bresciana Paola Pezzotta, che qualche anno fa ha intrapreso un viaggio alla riscoperta di giochi antichi, costruiti sulla base di una simbologia arcana che aveva il compito di impartire insegnamenti, aguzzare l’ingegno, coltivare la pazienza, finanche trasmettere tecniche meditative o di preghiera.

Nata nel 1966 a Brescia, ma d’adozione gussaghese, Pezzotta ha illustrato volumi per l’infanzia e riviste, occupandosi al contempo di progetti nelle scuole sempre legati all’illustrazione del libro. È stata pure una delle matite, con Eliana Micheli, Laura Zani e Luisa Valenti, che han dato anima e colore al progetto «The Brescianer», avviato nel 2022 sulla scorta del successo editoriale legato alle iconiche copertine del New Yorker, che hanno generato emuli omaggi in tutto il globo.

Una copertina di The Brescianer
Una copertina di The Brescianer

Pezzotta si è cimentata per la prima volta col Gioco dell’Oca nella realizzazione di un passatempo di origine medioevale, che un vero passatempo non era. «Il fascino - conferma l’illustratrice - sta proprio nel fatto che non si trattava di uno svago, ma dell’allegoria di un viaggio iniziatico e di esplorazione spirituale. Ne racconto la storia nel libretto allegato e ho scelto di animare le caselle con monumenti e luoghi simbolo di Brescia» L’anno successivo ripropone il gioco del Mulino, risalente al 1300, e infine arriva «La volpe e le oche», scritto e riproposto con illustrazioni tratte da bestiari medievali.

La volpe e le oche
La volpe e le oche

«Sono andata a vedere il tavoliere a Iseo, ma non ho trovato nessuno in loco che potesse darmi informazioni. Sono rimasta affascinata dalla simbologia che si porta appresso, come la forma di croce e i 33 incroci. Ho cercato di recuperare la storia del complesso monastico e mi sono dedicata all’analisi di bestiari medioevali, per lo studio delle illustrazioni». Disponibile sul sito www.parolaillustrata.it, invita i bresciani alla sfida e alla caccia: il tableau di Iseo potrebbe non essere l’unico. Che ne conosce altri si faccia avanti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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