Cultura

«The Brescianer»: raccontare la provincia solo con le copertine

Progetto artistico in rete nato spontaneamente, ricalcalcando il magazine «The New Yorker»
Una delle copertine di «The Brescianer»
Una delle copertine di «The Brescianer»
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«The Brescianer» non esiste, eppure le sue copertine sono bellissime. Esattamente come Genova («The Genoeser»), Milano («The Milaneser»), Parigi («The Parisianer») e Palermo («The Palermitaner»), anche Brescia da qualche giorno ha il suo magazine illustrato. O meglio: ha le sue cover.

Il progetto, nato spontaneamente per ricalcare lo stile del classicissimo «New Yorker», è un’occasione per raccontare visivamente Brescia estetizzandola e rivelandone le bellezze, tanto quelle conosciute quanto quelle racchiuse nei dettagli più quotidiani (i casoncelli, ad esempio). La versione bresciana è tra le ultime arrivate nella casa delle riviste immaginarie, e se esiste è grazie a tre illustratrici. Si chiamano Eliana Micheli, Paola Pezzotta e Luisa Valenti (più Laura Veronesi, che ha curato le grafiche) e fanno parte di un collettivo di artiste più ampio, le Fate Disfate.

La copertina con la Vittoria Alata
La copertina con la Vittoria Alata

Hanno voluto portare nella nostra città il progetto che ha visto spuntare negli ultimi anni, in tutto il mondo, le versioni locali che ricalcano il settimanale newyorkese attingendo a piene mani dalla sua grafica e dal suo stile per raccontare le città affidando le copertine a diverse artiste e artisti.

Le ragazze del «Brescianer», in questo senso, hanno fatto una scelta ben precisa: le matite coinvolte (almeno per il momento) saranno solo bresciane e non forestiere. «Lo sguardo esterno sarà interessante successivamente; per ora l’idea è realizzare una vetrina delle illustratrici e degli illustratori di Brescia, mostrando allo stesso tempo la città», raccontano. Rispetto alle altre città, poi, si è optato per illustrare non solo il centro, ma la provincia tutta.

Sulla pagina Instagram ufficiale ci sono quindi già la Vittoria Alata e il Castello, ma anche il Vittoriale di Gardone Riviera e uno scorcio del Lago di Garda. Per ora le illustratrici hanno contattato una trentina di artiste e artisti (tutti legati in qualche modo all’illustrazione, per non snaturare la filosofia del «New Yorker») nell’attesa di espandersi per capire anche cosa fare: shopper, poster e locandine? Manifesti e una mostra? «Ci piacerebbe molto: per ora pensiamo di arrivare alle cinquantadue settimane, come fosse un’annualità della rivista immaginaria, anche per diffondere la cultura dell’illustrazione».

Così territoriale, così glamour e così pubblicitario, il progetto non poteva non entrare nel radar del Comune di Brescia. Anche se di ufficiale ancora non c’è nulla, Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura, dichiara che il «Brescianer» all’Amministrazione piace molto.

«Questo collettivo di illustratrici è animato dalla voglia di raccontare la città collegandosi a un circuito più ampio, quindi il progetto è davvero interessante. Se potremo dare una mano ad accrescerne visibilità lo faremo volentieri. Soprattutto perché l’illustrazione oggi è una delle realtà culturali e artistiche di grande interesse di cui Brescia è ricca, ma in questo momento, pur avendo molti illustratori e illustratrici, non c’è uno spazio a loro adatto.

Abbiamo parlato e immaginato qualcosa per il 2023, in vista di Bergamo e Brescia Capitale della Cultura, lasciandoci con l’idea che l’illustrazione sarà uno degli stimoli per parlare della città».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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