«No, non è una sfida. Alla mia età non devo dimostrare più niente. E poi, se non faccio gli esperimenti io, chi li deve fare? Sono l’”anziano” dell’azienda Rai», dice ironico Carlo Conti, l’artigiano dello spettacolo, l’uomo acchiappa ascolti di Raiuno che, dopo sedici anni alla guida di «Tale e quale show» dal 23 settembre andrà in onda il mercoledì anziché il collaudato e vincente venerdì.
Lo attende una prima serata a dir poco affollata, dove si scontrerà con «La Ruota della fortuna» di Gerry Scotti in versione serale; «Chi l’ha visto?» e le partire di Champions ed Europa League, oltre al turno settimanale del Campionato di calcio di serie A. «Non sono il tappabuchi del mercoledì sera televisivo», osserva il conduttore toscano che in questa edizione si avvale di una giuria che si annuncia scoppiettante. Arrivano Alessandro Siani (chissà che la sua partecipazione nel programma non sia il preludio ad un suo ritorno al prossimo Festival di Sanremo?) ed Elettra Lamborghini che affiancheranno Cristiano Malgioglio. Tra i concorrenti tornano Flavio Insinna e Gabriele Cirilli con «duetti mai esistiti nella realtà, e che sarebbero impossibili da realizzare».
Prima, però, Conti condurrà questa sera, venerdì 18 settembre, e domani sabato 19, in diretta dall’Arena di Verona su Raiuno la 20esima edizione dei Music Awards, accanto a Vanessa Incontrada. Sul prestigioso palcoscenico si esibiranno 50 artisti che nel corso dell’anno hanno venduto più dischi: un cast eterogeneo che accontenterà tutto il pubblico, in cui spicca l’assenza di Vasco Rossi, reduce dall’operazione alla schiena.
Abbiamo chiesto a Carlo Conti di anticipare qualcosa del programma del mercoledì.
Messa in onda a parte, il suo talent cambierà?
No. Mi dispiace solo che Giorgio Panariello sia passato a Canale 5, ma la sua è stata una scelta legittima. Per il resto il cast è forte nonostante sia sempre più difficile creare il gruppo di protagonisti dello show (non li chiama concorrenti, ndr), perché devono saper cantare, imitare, studiare e mettersi in gioco: non è facile.
Stefano De Martino ha introdotto diverse novità nel suo primo Festival di Sanremo, lei che ne dice?
Dico che ogni direttore artistico fa le sue scelte. Stefano con la sua freschezza sta apportando le sue modifiche. La cosa per me fondamentale da sempre è che la musica, le canzoni siano al centro di tutto. Comunque, sono sicurissimo che farà delle ottime cose.
Ha qualche rimpianto?
Nooo. Il bilancio è più che positivo. Non mi sono mai posto traguardi. Volevo fare questo mestiere e ci sono riuscito. Non ho mai sgomitato per condurre «Domenica In» o «Miss Italia» né i cinque Festival di Sanremo, tutto è arrivato, gradino dopo gradino, al momento giusto, sentendomi pronto ad affrontare certe prove. Ho sempre considerato la vita come un Gran Premio della Montagna: ci sono le discese ma poi si deve continuare a pedalare.
Impegni futuri?
Sarò ancora all’Arena di Verona ma al fianco di Fiorella Mannoia per «Una nessuna centomila», l’evento annuale contro la violenza sulle donne. Poi ci sarà l’appuntamento con lo «Zecchino d’oro», e potrei riportare «I migliori anni della nostra vita» o sperimentare qualcosa di nuovo.



