Un titolo lungo per un romanzo che si legge, se non proprio in un pomeriggio, in un week end. È l'ultimo lavoro di Emilio Marrese, giornalista di Repubblica appassionato di sport, storia e letteratura. Un trittico di passioni che ha generato «Rosa di fuoco - Romanzo di sangue, pallone e piroscafi», che ha per sfondo la Barcellona vitale, orgogliosa e ribelle degli anni trenta. Il calcio, come spesso capita nei racconti sportivi di qualità, è soltanto un pretesto per raccontare una «storia e basta», non una semplice «storia di sport». Tutto comincia nella Barcellona del 1937, in piena guerra civile, con la città che resiste ai fascisti, ma dilaniata dal conflitto interno tra comunisti e anarchici. È la Grande Storia che fa da sfondo a una Piccola Storia. Una storia di «nera», il caso di una ragazza che viene trovata strangolata nella casa di un famoso calciatore. Ci sono poi un militare franchista che si infiltra tra i repubblicani e un capitano della Guardia civile che indaga sulla vicenda. Tutto ciò mentre «il» Barcellona (eccolo qua, il pretesto che rotola), già nel mirino dei golpisti, salpa verso il Messico per una tournée che può salvare i giocatori dal fronte e il club dalla bancarotta. Ma è un viaggio dal quale tornarono solo quattro riserve. Una storia vera, vera come l'assassinio altrettanto narrato del presidente del Barcellona Josep Sunyol, fucilato dai franchisti. Due episodi fondamentali per un racconto che aiuta a risalire alle radici della leggenda del Barça. Mes que un club, più di una squadra.
Carlos Passerini
ROSA DI FUOCO - ROMANZO DI SANGUE, PALLONE...
Emilio Marrese
Pendragon - 354 pagine, 15 euro



