Il verdetto di Sanremo 2022 è arrivato solo nella notte. Ma si può parlare di trionfo di Blanco indipendentemente dall’esito. Di Blanco, sì. Perché la sua parte Mahmood l’aveva già fatta. Ricordate, nel 2019? Per il Televoto, il primo era Ultimo. Il verdetto fu ribaltato da Sala stampa e Giuria d’onore. E i difensori del Popolo gridarono all’esproprio compiuto dalle solite élite...
Quest’anno, il brano ha avuto subito dimensione di massa. E nessuno si è sognato di andare a misurare il sangue egiziano nelle vene di Alessandro. Ma, poi, è apparso evidente che, nel duo, il vero fenomeno riguardava l’apporto del quasi 19enne Riccardo Fabbriconi. In nemmeno due anni il ragazzo di Calvagese si è messo nelle condizioni di modificare il corso della musica, verso una direzione che ancora non conosciamo. Al punto che non sappiamo neppure come definirlo, Blanco. Ci abbiamo provato con «punk rapper», consapevoli che non l’avrebbe comunque messo a fuoco. Tant’è che all’Ariston si è presentato con una ballad e la cover de «Il cielo in una stanza» di Gino Paoli.



