Cultura

Dopo la missione Artemis, su Teletutto arriva la serie «Spazio 1999»

Da domani alle 14.35, dal lunedì al venerdì, le 48 puntate del telefilm di fantascienza che fece epoca negli anni Settanta
Abiti e interni anni Settanta per la Base Alpha
Abiti e interni anni Settanta per la Base Alpha
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Evviva gli astronauti, ora tornati sulla Terra, inviati verso la Luna nella missione Artemis II, primo passo verso una possibile futura Base Lunare. Ma sulla Luna, una base spaziale - virtualmente - c’era già nel 1975. Era quella dei telefilm della serie «Spazio 1999» (in originale «Space: 1999») prodotta dalla britannica Incorporated Television Company, con piccola co-produzione Rai, trasmessa per due stagioni e 48 episodi fra il 4 settembre 1975 e il 12 novembre 1977. Una fiction di fantascienza che fece epoca e che ora Teletutto, sull’eco d’attualità della missione Artemis II, proporrà da domani 13 aprile alle 14.35 ogni giorno dal lunedi al venerdì.

Sarà un’esperienza tv particolare giacché «Spazio 1999» è un cult: una delle prime grandi produzioni tv di science-fiction (3 e 4 milioni di sterline le 2 stagioni, budget fin lì più alto per un prodotto-tv britannico) che sulla Rai debutta il 31 gennaio 1976 sull’allora Secondo Canale riscuotendo grande interesse. La curano Gerry e Sylvia Anderson, gli stessi del precedente «UFO» (che in Italia debutta in Rai nel 1971 e passerà poi su più emittenti private), un’altra saga di fanta-telefilm anche lì incentrati sulla base lunare dell’organizzazione militare segreta SHADO che si occupa di intercettare le incursioni di Oggetti Volanti Non Identificati extraterrestri.

La trama di «Spazio 1999» si muove dall’attività della base umana Alpha sul satellite naturale della Terra: quando un’esplosione nucleare sulla sua faccia oscura spinge la Luna fuori dalla sua orbita e la allontana dalla Terra, per i 311 abitanti di Alpha comincia un’odissea spaziale che li metterà a confronto con pericoli interni ed esterni, alieni compresi.

Il cast

«Spazio 1999» si presenta in video con attori che pur non essendo delle star sono ben calati nei personaggi: Martin Landau (che negli Anni 90 reciterà per Francis Ford Coppola, Woody Allen e Tim Burton ottenendo tre candidature-Oscar e coronando quella per «Ed Wood») è il comandante Koenig; Barbara Bain è la dottoressa Russell. E ben 10 registi si alternano sui set a Charles Crichton capofila con 14 direzioni.

Barbara Bain (Helena Russell) e Martin Landau (John Koening)
Barbara Bain (Helena Russell) e Martin Landau (John Koening)

Quella dei telefilm in un allora futuribile ma non lontanissimo 1999, è una premessa fantastica che farà di «Spazio 1999», con episodi da 50 minuti l’uno a colori, un prodotto-cult; ancora oggi non trascurabile. Forte di - per l’epoca - scenografie, effetti speciali e contributi filmati di buono spessore benché oggi possano apparire datati. Del resto, nel 1968 al cinema è uscito «2001: Odissea nello spazio» di Stanley Kubrick e la voglia di fantascienza cine-tv ha avuto una forte spinta. Nel 1977 arriverà il meno cerebrale «Guerre Stellari» e ci sarà ancora più attenzione al genere.

Teletutto, dunque, si rende strumento di un’operazione-nostalgia per chi ha già visto «Spazio 1999» e di una chicca da videoteca per i più giovani. Del resto, il destino della Base Alpha, irrisolto nelle 2 stagioni in onda, è stato ipotizzato durante una convention nel 1999 in un “corto” di 7 minuti prodotto e mostrato da alcuni fan: «Message from Moonbase Alpha» in cui Zienia Merton, attrice del cast originario re-impersona Sandra Benes (l’analista di dati e la più giovane dello staff della base) e spiega come gli... alphiani abbiano trovato, alla fine del loro girovagare nello spazio, un pianeta su cui vivere...

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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