Avete presente quelle storie molto cinematografiche di due gemelli separati alla nascita, che dopo una serie di peripezie si ritrovano grazie a casi fortuiti? Ecco, la vicenda dei due grandi teleri con la «Celebrazione della vittoria della Battaglia di Lepanto» e «L’intercessione dei santi per le anime del Purgatorio» dipinti dal veneziano Palma il Giovane (1544-1628) per la cappella del Rosario nella chiesa bresciana di San Domenico ci assomiglia molto.
Con la demolizione dell’edificio sacro nel 1883, i monumentali dipinti (sei metri per sei circa, in origine) presero vie diverse: il primo approdò a Pallanza, il secondo al Museo di Oldenburg, in Germania, dove restò celato nei depositi tanto che gli studiosi anche in tempi recenti lo ritennero disperso.
Lieto fine
Fino al colpo di scena: il museo tedesco avviò il restauro del dipinto e di conseguenza studi e ricerche sull’opera e l’artista, contattando il Centro di conservazione e restauro della Venaria Reale, che, guarda caso, nello stesso periodo stava intervenendo sul dipinto «gemello».

Caso? Destino? A raccontare la straordinaria coincidenza sono stati i restauratori dell’istituto piemontese; a raccogliere la storia il bresciano Angelo Loda, storico dell’arte e funzionario della Soprintendenza di Brescia e Bergamo, che ha fatto rimbalzare la notizia del «ritrovamento» sui social. Coincidenza nella coincidenza, solo una settimana fa Loda ha tenuto a Salò una conferenza dedicata a Palma il Giovane e alle opere lasciate nel duomo della città gardesana. «Nel 2028 ricorreranno i 400 anni dalla morte di Palma – commenta lo studioso – e sarebbe bello che l’artista potesse essere celebrato anche a Brescia, dove il Duomo accoglie la pala realizzata nel 1627 per il vescovo Zorzi».
Una storia tormentata
Ma come hanno potuto due opere di tale importanza finire mutilate (entrambe furono tagliate, dimezzandone di fatto l’estensione), disperse e dimenticate? Come dicevamo, la dispersione risale con tutta probabilità al 1883, quando la chiesa di San Domenico fu demolita. La tela con la Battaglia di Lepanto approdò nelle collezioni del marchese Silvio della Valle di Casanova e della moglie Sophie Browne, conservate nella Villa San Remigio di Pallanza, che passò poi in proprietà della Regione Piemonte e fu affidata in comodato alla Città di Pallanza. Dopo il restauro del 2021, il dipinto resta in custodia alla Venaria Reale in attesa della conclusione dei lavori alla Villa.
Il dipinto «gemello» con l’Intercessione dei santi passò invece sul mercato antiquario dove fu acquistato dal granduca Nikolaus Friedrich Peter attorno al 1890 finendo poi al Museo di Oldenburg; qui l’opera, arrotolata attorno ad un rullo di legno, restò nei depositi. Fino alla recente riscoperta.




