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Ritrovato in Argentina un Ceruti trafugato dai nazisti ad Amsterdam

Nella casa (in vendita) della figlia del faccendiere Friedrich Kadgien. Ora è sparito di nuovo
La fotografia del salotto con il grande dipinto comparsa sul sito di annunci immobiliari
La fotografia del salotto con il grande dipinto comparsa sul sito di annunci immobiliari
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Il caso a volte gioca brutti scherzi (o favorisce la resa dei conti). E così, la pubblicazione sul sito di un’agenzia immobiliare argentina del salotto di una casa in vendita a Mar del Plata, ha (ri)portato alla luce un dipinto di Giacomo Ceruti, trafugato dai nazisti ad Amsterdam nel 1940 quando il proprietario, il mercante d’arte Jacques Goudstikker, fu costretto a partire per l’Inghilterra lasciando in Olanda un patrimonio stimato in circa 1400 quadri.

La notizia, diffusa dal sito Dutch News che a sua volta riporta un articolo del quotidiano olandese Algemeen Dagblad, è stata rilanciata sui social dallo storico dell’arte bresciano Angelo Loda, funzionario della Soprintendenza di Bergamo e Brescia. Loda, che aveva citato l’opera in un suo saggio una trentina di anni fa, approfitta della notizia anche per proporre alcune precisazioni sulla sua storia e per ridefinirne l’attribuzione.

Il dipinto

Tra le opere lasciate in patria da Goudstikker in quel tragico 1940 c’era appunto il Ritratto di Dama, che all’epoca attribuito al bergamasco Vittore Ghislandi (nome con cui era stato esposto ad Amsterdam nel 1934) ma che già nel 1927 lo storico dell’arte italiano Roberto Longhi aveva inserito nella produzione di Giacomo Ceruti; attribuzione poi ribadita da Mina Gregori nella sua monografia del 1982 dedicata al pittore, dove l’opera era pubblicata con l’unica immagine disponibile, quella del catalogo della mostra del 1911 a palazzo Pitti sul Ritratto italiano.

Allora la tela, che si trovava nella milanese collezione Beltrami, era stata esposta come opera di scuola genovese ed era presentata con una dettagliata descrizione dell’abito della donna ritratta (color limone chiaro con fiori rossi e argento, e la cuffia simile con nastri d’oro) che corrisponde esattamente al dipinto appeso nel salotto di Mar del Plata.

Ritratto di donna dal sito web Rijksdienst voor het Cultureel Erfgoed - © www.giornaledibrescia.it
Ritratto di donna dal sito web Rijksdienst voor het Cultureel Erfgoed - © www.giornaledibrescia.it

Salotto da dove però il dipinto è già scomparso: come riporta ancora Dutch News la polizia allertata ha effettuato una perquisizione nell’abitazione, di proprietà della figlia del faccendiere nazista Friedrich Kadgien, senza però trovare traccia dell’opera.

La vicenda

Ma com’è arrivato il quadro in Argentina? E come si è giunti sulle sue tracce? Torniamo al 1940. Quando Goudstikker partì con moglie e figli per l’Inghilterra (dove non giunse mai, perché morì per un incidente durante la traversata) portò con sé un taccuino in cui aveva annotato nel dettaglio l’elenco di tutte le opere lasciate in patria. Nel frattempo i nazisti, che occuparono l’Olanda nel maggio 1940 come ricostruisce il sito art-crime.blogspot.com, liquidarono il patrimonio del mercante d’arte, che fu disperso. Si dice che lo stesso Göring si fosse impossessato di alcuni dipinti, tra cui l’Adamo ed Eva di Cranach ora al Norton Simon Museum in California e finiti al centro di una disputa per la restituzione agli eredi.

Il quadernetto con l'elenco delle opere d'arte - © www.giornaledibrescia.it
Il quadernetto con l'elenco delle opere d'arte - © www.giornaledibrescia.it

Il faccendiere

Il Ritratto di Dama finì nelle mani di Kadgien, un avvocato responsabile dell’economia di guerra del Reich. Prima della fine del conflitto egli fuggì in Svizzera, dove - secondo la Commissione Bergier - grazie ai suoi contatti continuò ad occuparsi dei trasferimenti di denaro, diamanti, opere d’arte dalla Germania al Sud America. Nel 1948 gli Alleati chiesero la sua estradizione dalla Svizzera, ma ancora una volta Kadgien fuggì, imbarcandosi a Genova su una nave diretta in Argentina, dove si rifece una vita e costruì una propria fortuna economica, morendo a Buenos Aires nel 1978 all’età di 71 anni.

Carta d'identità brasiliana per "Federico Gustavo" Kadgien - © www.giornaledibrescia.it
Carta d'identità brasiliana per "Federico Gustavo" Kadgien - © www.giornaledibrescia.it

Nel frattempo, gli eredi di Goudstikker si erano messi sulle tracce del suo patrimonio, anche grazie all’elenco nel taccuino. E il Ritratto è stato inserito nell’archivio internazionale delle opere d’arte scomparse, e nella lista delle opere trafugate dai nazisti in Olanda. La famiglia ha già recuperato 202 dipinti dallo Stato olandese. La Dama potrebbe essere il prossimo a tornare ai legittimi eredi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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