«Sono suoni che ti portano dentro un mondo, alle tue radici ancestrali». Alessio Boni parla con emozione della lettura sacra con cui aprirà la sedicesima edizione di «Crucifixus - Festival di Primavera», la rassegna prodotta dall'Associazione Festival di Primavera - Arti per il sacro. Lunedì prossimo, 1 aprile, alle 20.45 nella chiesa di Santa Maria Assunta, a Pisogne, ridarà voce ai Disciplini del territorio bergamasco, recitando nella loro antica lingua, il dialetto locale del Quattordicesimo secolo.
«Or te prego, Dolze Christo» è il titolo dello spettacolo, tratto dalla Laude di Passione, che un tempo faceva parte degli uffici confraternitali della Quaresima. Per l'attore, volto noto del piccolo e grande schermo (ha raggiunto la grande notorietà con il ruolo di Matteo ne «La meglio gioventù» di Marco Tullio Giordana), è una sorta di ritorno a casa, dato che è nato a Sarnico, in provincia di Bergamo. In scena, con Boni, ci sarà Michele Rabbia, che lo accompagnerà con percussioni e altri suoni (ingresso con coupon gratuiti ancora disponibili. In distribuzione a: Brescia, Punto Einaudi di via Pace 16; Biblioteca comunale di Pisogne, via della Pace 6; e Libreria Edicola Edibi di Breno, via Mazzini 39). Informazioni: 0364.324097.
Come è nata l'idea dello spettacolo di apertura di «Crucifixus»?
L'intuizione è stata di Carla Bino (direttore artistico del Festival con Claudio Bernardi, ndr.) Non conoscevo queste laudi del Trecento bergamasco. Mi hanno colpito subito per la loro profondità. I Disciplini erano laici riuniti in confraternita che, preoccupati per la salvezza della propria anima, si sottoponevano a una vita di penitenza e preghiera. Credevano molto nella potenza della parola di Cristo per combattere i sette peccati capitali e raggiungere la vita eterna.
Il testo ripercorre la Passione di Cristo...
Secondo i Disciplini, per combattere i sette peccati capitali bisogna avere misericordia. E chi ci insegna cosa è misericordia? Il dolore di Cristo durante la Passione e la sofferenza di Maria, che vede il figlio morire sulla Croce.
Nella chiesa di Pisogne Lei parlerà un'antica lingua?
È la lingua bergamasca del Trecento. Non importa se il pubblico non capirà tutte le parole. Quello che conta, sono le sensazioni e il messaggio che trasmetteranno i suoni di quella espressione antica.
Nel 2012 Lei ha portato a teatro «La carne del marmo: un oratorio per Michelangelo» e «Canto degli esclusi - Concertato a due per Alda Merini»...
Sono ancora a teatro con i due spettacoli. Viviamo nell'epoca del digitale, ma leggere capolavori come i sonetti di Michelangelo o le poesie della Merini è un arricchimento personale imprescindibile.
La vedremo presto al cinema, in televisione o a teatro?
Sarò Ulisse nell'«Odissea» tv, per la regia di Stéphane Giusti, che andrà in onda su Raiuno. Ho girato una miniserie sugli anni di piombo a Torino, tra il 1979 e il 1981, diretta da Graziano Diana. A ottobre debutterò a teatro, con Alessandro Haber, in «Il visitatore» di Schmitt, per la regia di Valerio Binasco.
Paola Gregorio
Alessio Boni e la dolce lingua antica
Parla l'attore che lunedì a Pisogne nella chiesa di Santa Maria Assunta aprirà il festival «Crucifixus».

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