Con «Da Ilaria» in via Cipro si riaccendono i fornelli del Lorenzaccio

Una storia che riparte da un’insegna storica e da una scelta di vita: quella di mettersi in gioco in prima persona. In via Cipro, dove per oltre mezzo secolo Il Lorenzaccio ha rappresentato un punto di riferimento dell’alta cucina cittadina, oggi si riaccendono i fornelli con un volto nuovo e una coppia giovane alla guida.
Dal 14 gennaio ha aperto ufficialmente «Da Ilaria», il ristorante nato dall’iniziativa di Ilaria Piacentini e Milos Ilicin, compagni nella vita e nel lavoro. Lei, classe 1990, originaria di Castelcovati, da sempre in sala e nell’accoglienza. Lui, 38 anni, esperienza consolidata tra cucina e gestione, con locali a Milano e Torino poi ceduti lo scorso anno per scommettere su questo progetto.
Il grande passo
«È la nostra prima esperienza completamente in proprio» raccontano. E il passo non è stato piccolo: qui hanno investito tutte le loro risorse per la ristrutturazione, insieme a una buona dose di entusiasmo. L’occasione è arrivata quasi per caso. «Ci siamo rivolti a un’agenzia, cercavamo uno spazio che ci piacesse e fosse comodo anche logisticamente – spiegano –. Quando abbiamo visto questo posto abbiamo capito che poteva essere quello giusto». Un luogo con una storia importante alle spalle, che la coppia ha scelto di rispettare fin dal primo dettaglio: accanto alla nuova insegna resta infatti quella del Lorenzaccio, per non recidere il legame con una clientela affezionata e con 53 anni di memoria gastronomica cittadina. All’interno, invece, sono stati fatti dei lavori per rendere sala e cucina più affini al gusto dei nuovi proprietari.

La filosofia è presto detta: pochi coperti – una quarantina, al massimo 44 – e un ambiente familiare e curato dove sentirsi a proprio agio. «Chi entra deve stare bene, sentirsi a casa e uscire contento di aver passato qui la serata». In sala lavorano Ilaria, Milos e il cognato, con l’arrivo previsto anche della sorella di lei, mentre in cucina una brigata di tre persone, che diventa quattro nel fine settimana, guidata da uno chef con precedenti esperienze nella ristorazione della Bassa.
Qualità
La proposta punta sulla qualità senza inseguire numeri da carta enciclopedica. Poco, ma fatto bene è la linea. Il menù spazia dalla carne, con selezioni come Prussia, Galizia e Old Glory, a primi piatti molto curati. E poi pesce fresco ogni giorno, crudité e una tartare alla francese preparata al tavolo. Il menu cambierà ogni due o tre mesi, seguendo stagionalità e disponibilità delle materie prime» racconta Ilaria. Il locale è aperto dal mercoledì alla domenica, a pranzo e cena, con un business lunch da 20 euro che affianca la carta.
Dietro al progetto c’è anche una storia personale: Ilaria in passato era dipendente di Milos. Poi si sono innamorati e lì è cambiato tutto. Oggi condividono non solo il lavoro ma anche la famiglia, con un bimbo di tre anni e mezzo. «Abbiamo deciso di provarci davvero l’anno scorso – spiegano –. Ci piace mangiare fuori, stare tra la gente, confrontarci con i clienti. Questo posto è la sintesi di quello che siamo».
In via Cipro, quindi, la tradizione non si spegne: cambia volto, si rinnova e riparte da una coppia che ha scelto di investire sul proprio mestiere e su un’idea di ristorazione fatta di relazioni, cura e concretezza. Con lo sguardo avanti ma senza dimenticare chi, in quelle stesse sale, ha scritto una pagina della cucina bresciana lunga oltre mezzo secolo.
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