Cronaca

Il ristorante «Il Lorenzaccio» chiude dopo 52 anni d’alta cucina

Ha portato la Toscana in tavola deliziando i bresciani, ma anche ospiti come Gorbaciov, cliente in due occasioni
Wilda Nervi
«Il Lorenzaccio» con la serranda abbassata - © www.giornaledibrescia.it
«Il Lorenzaccio» con la serranda abbassata - © www.giornaledibrescia.it

Un’altra insegna che ha fatto la storia di Brescia - e non solo - chiude. Oggi, infatti, si spegneranno definitivamente i famosi fornelli de «Il Lorenzaccio», isola raffinata e accattivante della toscanità culinaria esercitata da ben 52 anni da Mauro Puccini che, nato per caso a Brescia, ha creato con la moglie Alba e la figlia Micol un’avventura fatta di qualità, accoglienza e la classica ironica simpatia del patron del locale di via Cipro in città.

Ricordi

Una strada imprenditoriale che Mauro intraprende giovanissimo fondando a Brescia la prima discoteca che i più datati anagraficamente non hanno dimenticato: il Meeting. Le buone abitudini a tavola e la tradizione fiorentina hanno però avuto il sopravvento e così nacque il ristorante nel 1973, pochi mesi prima del matrimonio con Alba diventata la «signora della sala e dell’ospitalità», che seppe portare le sue doti personali in un ambiente sempre più apprezzato.

Alba e il marito Mario Puccini - © www.giornaledibrescia.it
Alba e il marito Mario Puccini - © www.giornaledibrescia.it

«La più grande soddisfazione è sempre stata non tanto vedere entrare le persone, quanto vederle ritornare a trascorrere le loro serate con noi», sostiene Puccini che ha sperimentato sempre reinventando e arricchendo la tradizionale cucina toscana. A dimostrazione di questo attaccamento basta un nome altisonante.

Gorbaciov si è seduto ad un tavolo del «Lorenzaccio» ben due volte in occasione di visite personali a Brescia e con lui il gotha degli affezionati imprenditori più famosi dell’industria italiana. Merito certo del servizio impeccabile, della cucina eccellente, ma anche per chi lo conosce, della simpatia e vivace vulcanità di Mauro Puccini.

Raffinatezza

Il carattere raffinato e dolce si ritrova nelle due signore del Lorenzaccio: Alba che in simbiosi col marito ha portato al successo la loro vita professionale e Micol figlia dall’anima d’artista che attraverso i suoi quadri appesi alle pareti ha dato il gusto tocco al design particolare del locale. Quello che si dice una «bella famiglia», unita e felice del cammino intrapreso che lascia la creatura tanto esaltata senza malinconia o rimpianti.

L'interno del ristorante - © www.giornaledibrescia.it
L'interno del ristorante - © www.giornaledibrescia.it

Ci sono altri progetti che attendono Puccini, per sua natura incapace di stare mano in mano nonostante l’età. Intanto il ristorante chiude e non rinascerà altrove o in mano ad altri. Lo chef del Lorenzaccio passerà alla storia di Brescia per avere portato sulle nostre tavole il meglio della cucina toscana.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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