Miglior enotecario d’Italia, due bresciani in corsa per la vittoria

Il miglior enotecario d’Italia? Potrebbe essere bresciano: due under 30 della nostra provincia si contendono il titolo insieme ad altri quattro professionisti di Roma, Milano, Siena e Alba Adriatica (Te). La sfida si tiene oggi nella Città Eterna.
È la finalissima del concorso organizzato da Aepi (Associazione enotecari professionisti italiani), che ha l’obiettivo di valorizzare la figura dell’enotecario professionista, un ruolo in costante crescita che attrae molti giovani.
In città
Sono Mattia Manganaro, dipendente della Biesse Wine di Brescia, e Nicola Prestini, titolare della Tapporaso di Dello. Mangano, 28 anni, gareggia nella categoria «Bottiglierie»: «Verremo giudicati sulla base di prove di degustazione, abbinamento cibo e vino e capacità di relazione in enoteca. Siamo agguerriti e fiduciosi».
Di recente l’enoteca in cui lavora è finita sotto i riflettori per un altro riconoscimento: figura, infatti, tra le 12 migliori enoteche d’Italia premiate da Citra, nei giorni scorsi, a Golosaria Milano. Grande la soddisfazione del patron Amedeo Scalvini: «Considerata la rilevanza di Golosaria - commenta -, per un’attività come la nostra si tratta di un riconoscimento prestigioso. Quando abbiamo ricevuto la comunicazione eravamo increduli, abbiamo anche pensato si trattasse di uno scherzo».

Invece è tutto vero: nell’Olimpo delle enoteche c’è l’attività che Scalvini ha aperto nel 2009 in via Orzinuovi spinto da una passione di famiglia: «Io rappresento la terza generazione: mio nonno distribuiva acqua e damigiane nelle case, mio padre riforniva locali in tutta la Lombardia e io ho aperto Biesse Wine».
Scalvini è proprietario anche dell’enoteca Centrale del Vino in cui è appena stata inaugurata un’area di mescita in cui il vino viene accompagnato al cibo. Anche per Manganaro a suscitare in lui l’interesse nei confronti del vino è stato il nonno, Ugo. Diplomato all’Istituto alberghiero Mantegna, il giovane ha frequentato i corsi dell’Associazione italiana sommelier (Ais) prima di approdare alla Biesse Wine.
A Dello

Vive e lavora in provincia, invece, Prestini, 29 anni, in gara nella categoria «Enoteca con mescita». «Abito a Gambara e gestisco la Tapporaso di Dello che conta 4mila referenze tra vini, birre, distillati - racconta il ragioniere diplomato Ais - . Chi viene a trovarci può acquistare e consumare. Abbiamo una piccola cucina per cicchetti, pinse e taglieri». L’attività, nel settore, va bene: «C’è molto interesse nei confronti del vino. Il fatto che le differenze di prezzo tra Franciacorta e Champagne si stiano appiattendo ha portato tanti appassionati ad acquistare anche prodotti d’Oltralpe. Al di là di questo la nostra resta la zona d’Italia in cui si producono le migliori bollicine».
Studio
Manganaro e Prestini grazie a questo concorso hanno avuto la possibilità di fare stage formativi nelle Langhe e in Francia, nella regione dello Champagne. Per entrambi lo studio deve essere continuo.
Come spiegano dall’associazione organizzatrice del concorso nazionale, durante la prova prevista oggi a palazzo Valentini, a Roma, i finalisti dovranno mettersi in gioco su argomenti complessi, che richiedono abilità analitiche, capacità di ragionamento e una solida preparazione tecnica, funzionale per essere in grado di rispondere a domande sia in italiano sia in inglese. Per imporsi sugli avversari - e arrivare al tanto ambito brindisi - ai sei concorrenti serviranno anche capacità di ascolto, fantasia, adattabilità, empatia e la conoscenza della psicologia del cliente.
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