Cucina

Ecco CiboCi, la pianta intelligente che si mangia in un boccone

Marino Novello, imprenditore di Montichiari: «È sostenibile e porta in tavola la vita». Viene proposta come benvenuto al «Joia»
La piantina CiboCi può essere uno snack veloce o la protagonista di un piatto stellato - © www.giornaledibrescia.it
La piantina CiboCi può essere uno snack veloce o la protagonista di un piatto stellato - © www.giornaledibrescia.it

Sua moglie ne mangia 5-6 ogni sera per cena con un filo di olio, qualche goccia di limone, una spolveratina di Grana padano e pane integrale. A lui, Marino Novello, piace così o intinta un secondo nella salsa di soia. È CiboCi, la piantina intelligente che si gusta... in un sol boccone.

Da stella Michelin

Novello, che da sempre si occupa di ecosistemi progettando con la Novello Srl giardini e parchi in giro per il mondo, ha ideato quello che definisce un «alimento vitale di nuova generazione» una ventina di anni fa e soltanto di recente ha iniziato a produrlo a Montichiari e a venderlo (attraverso la rete) suscitando l’interesse dell’alta ristorazione e degli esperti di benessere.

«Pietro Leemann, fondatore del Joia di Milano (il primo ristorante vegetariano europeo ad ottenere la stella Michelin, ndr) ha sposato il nostro progetto: al Joia lo chef Sauro Ricci serve CiboCi con una emulsione di miso come un amuse-bouche di nome "Orto". Un altro nostro "ambasciatore" è il nutrizionista Matteo Pincella, molto conosciuto nel mondo del calcio. Tra i nostri clienti, poi, ci sono alcune palestre. E stiamo cercando rivenditori tra i negozi per vegetariani».

«Si mangia viva»

Il nutrizionista Matteo Pincella gusta una piantina - © www.giornaledibrescia.it
Il nutrizionista Matteo Pincella gusta una piantina - © www.giornaledibrescia.it

Ma cos’è CiboCi? «All’apparenza - spiega - è una piantina con una parte vegetale composta da un mix di brassicaceae che, masticate, sono fonte di sulforafano. Alla base c’è una matrice commestibile che è un vero e proprio laboratorio chimico in cui i microelementi stabiliscono con la parte vegetale un’interazione biochimica capace di generare sostanze con proprietà potenziate rispetto all’origine e bioaccumulabili nel nostro organismo. Questo per dire che ciò che si mangia non è tanto la piantina in sé, ma quello che non si vede e ha un valore naturale incredibile: con CiboCi, la cui ultima "i" sta per "intelligente", portiamo in tavola la vita».

Amica del pianeta

I laboratori di CiboCi sono a Montichiari
Fotogallery
4 foto
I laboratori di CiboCi sono a Montichiari

Oltre a «fare bene, contenere poco sale, tanta acqua e tante fibre», questo alimento del futuro è amico dell’ambiente: «La produzione di queste piantine avviene in teche botaniche e non comporta consumo di suolo o dispersione d’acqua. Inoltre non c’è lavorazione o taglio e quindi non si generano rifiuti. Insomma è sostenibile». CiboCi viene proposto in piatti stellati, come al Joia, ma anche come snack, pranzo da ufficio, palestra o picnic. Superate eventuali diffidenze iniziali, alla masticazione colpisce la punta di piccantezza sprigionata dalle brassicaceae.

La produzione (le piantine crescono in 5 giorni e si conservano un mese in frigorifero) avviene a Montichiari in un laboratorio sperimentale che collabora con lo Spallanzani di Rivolta d’Adda e la prof. Daniela Uberti dell’Università di Brescia. Un laboratorio destinato ad ampliarsi per... nutrire il mondo di vita con piantine «intelligenti» che guardano al futuro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoTecniche mininvasive per un sorriso più luminosoTecniche mininvasive per un sorriso più luminoso

Forte della formazione maturata negli Stati Uniti, il dottor Nicolò Coccoli punta su tecniche conservative che uniscono estetica e funzione