Cucina

Il Pirellone guarda alla Ree: «Modello che va replicato»

Francesca Roman
Un risotto dello chef bresciano Beppe Maffioli
Un risotto dello chef bresciano Beppe Maffioli

Ieri in Regione ci siamo trovati con assesosre Caruso insieme ad asltri esponenti della Rete che attualmente c’è in regione e che comprende tutte le province tranne Pavia e città metropolitana di Milano. Fanno giò rete per il servizio MLOL di biblioteca digitale: ebook, audiolibri e testate giornalistiche (5700 da tutto il monmdo). Progetto partito dal Basso e che raggiunge 500mila prestiti. Ma è una rete che potenzialmente potrebbe triplicarsi in pochissimo tempo. Potenzialità utenti e utilizzo che ne potrebbero fare sarebbe più impattante, ma le varie provincie e i Sistemi non hanno altre risorse. Abbiamo una Ferrari in garage ma la stiamo usando come Topolino. Chi ha creato rete e ci lavora a quando è apprezzata vrebbe bisdogno aiuto e coordinamento di Regiuone LOmbardia.

Preso accordo con Caruso che noi ci preoccupiamo di coinvolgere ahnche realtà regionali che non ne fanno ancora Parte, Pavia e città Metropolitana di Milano, che è un po’ un caso a s’.

Moraschini già parlato e si attiverà in queste settimane per contattare presuidente di Pavia e coinvolgerlo. Accordo prevede che queste realtà facciano una bozza di protocollo d’intesa fra tutti i soggetti coinvolti. A quel punto assessore la valuterà coi suoi uffici e staff e scorta di questi auspichiamo che venga riconosciuto un nuovo soggetto unitario che dialoghi con Regione.

Biblioteca digitale una delle cose più democratiche del mondo. Ciascuno col proprio pd più accedere. Mettere più risorse sul capitolo si incrementa numero utenti o accessi potenziali. Tutte province avendo poco budget, dopo numero di accessi non più a disposizione.

In altri Paesi Europei dove investimenti elevati come Francia, Germania e a Nord, utenze triplo delle nostre. Discorso aperto di fare protocollo che preveda riconoscimento Rete dal Basso servizio già capillare e che Regione con qualceh risorsa economica che permetterebbe, senza fare differenze, di avere un servizio per tutti i lombardi performante ed efficiente.

Questa rete Mlol comprende tutte province. OPAC Rete per analogico su 7 province che ha Brescia come capofila. Classificazione e catalogazione di tutti i libri, regole per il territorio lombardo.

APERTO ANCHE INTERLOCUZIONE con la Regione, in particolare Tironi, rispetto a un tema della formazione di persone che vogliono fare bibliotecari. In arco 2/3 anni cambio generazionale. Per cui generazione entrata con formazione impiegati ma focalizzati sul lavoro bibliotecario. Corsi scomparsi col tempo. Ora come Provincia con le poche risorse in due anni cercato di organizzare intercettando giovani dal servizio civile biblioteche, con formazione specifica. Fatto presente ad assessore come sarebbe necessario corsi di formazione, figura che rischia di venire meno. Mancherebbe competenza molto specifica e particolare. Veicolare servizi, catalogare, essere presenti. Oggi biblioteche luogo non più scambio di libri, ma davvero luogo dove si fa cultura a 360 gradi. Anche piattaforma "Cose da fare" viaggiano tutte iniziative culturale o finanziate provincia o patrocinate. Un canale di informazione straordinario. Coordinare a saper far fruire all’utente questi servizi richiede competenza specifica. Auspichiamo che Regione ci aiuti e supporti.

«La rinnovata attenzione del Governo centrale verso le politiche culturali e di accesso alla conoscenza, espressa attraverso il Piano Olivetti, mette in evidenza la lungimiranza della Provincia di Brescia, che già dal 1988 promuove e coordina una Rete Bibliotecaria strutturata e stabile. La RBB comprende oggi otto aree provinciali lombarde e rappresenta un modello consolidato di cooperazione interistituzionale. Il progressivo sviluppo dei servizi condivisi ha consentito alla Provincia di Brescia di sottoscrivere nel tempo numerosi accordi e collaborazioni con territori limitrofi, rafforzando l’efficacia e la sostenibilità del sistema. A seguito dell’incontro odierno avvenuto a Milano con l’Assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, si apre ora la prospettiva di estendere questo modello all’intero territorio regionale, con l’obiettivo di condividere e valorizzare le best practice maturate all’interno della Rete. Un patrimonio di competenze ed esperienze che potrà costituire una base solida per un confronto a livello nazionale, a beneficio dell’intero sistema bibliotecario italiano. In questo percorso, il potenziamento delle risorse bibliotecarie digitali rappresenta il prossimo obiettivo strategico: un investimento che amplia l’accesso alla conoscenza riduce le disuguaglianze territoriali e sociali e si configura come una delle iniziative culturali a più alto valore democratico» spiega la consigliera Nini Ferrari con delega alla Cultura e al Sistema Bibliotecario della Provincia di Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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