A tre anni dalla frana che aveva fatto temere l’isolamento della frazione di Nalmase, lungo la Valle dell’Agna, Regione Lombardia torna a finanziare la messa in sicurezza della parete rocciosa che sovrasta la strada comunale subito dopo il ponte della Sambuca. Nei giorni scorsi è infatti arrivato uno stanziamento da 676mila euro destinato a completare gli interventi sul versante e ad allargare in alcuni punti la carreggiata, oggi percorsa regolarmente ma ancora considerata vulnerabile sotto il profilo idrogeologico.
Grossi massi
La strada, che rappresenta l’unico accesso alla piccola località montana, era finita al centro dell’attenzione nel giugno del 2023, quando il distacco di alcuni grossi massi aveva imposto la chiusura temporanea del tratto interessato. Per giorni i residenti avevano potuto transitare soltanto in determinate fasce orarie e sotto controllo, mentre i tecnici intervenivano per il disgaggio della parete e la rimozione del materiale precipitato sulla carreggiata.
«Si pensava che la situazione di grande disagio potesse essere risolta alla svelta, invece la faccenda si sta complicando», spiegava allora il sindaco Paolo Pavoni, dopo che le prime operazioni avevano evidenziato ulteriori porzioni instabili della montagna. L’emergenza era poi rientrata con la riapertura della strada e la posa delle reti di contenimento ancora oggi visibili sul versante.

Opere che però, secondo le valutazioni tecniche maturate negli ultimi anni, potrebbero non essere sufficienti a garantire nel tempo adeguati margini di sicurezza, soprattutto in presenza di precipitazioni intense o cicli di gelo e disgelo sempre più frequenti. Da qui la necessità di un nuovo intervento strutturale, che punta non soltanto al consolidamento definitivo della parete ma anche a migliorare la viabilità di un asse stradale da sempre delicato.
Altri cantieri
La strada della Degagna, che da Vobarno sale verso Eno e poi prosegue in direzione di Treviso Bresciano da una parte e verso il Cavallino della Fobbia e quindi Capovalle dall’altra, continua del resto ad avere un ruolo importante nella viabilità della valle. Un tempo era considerata la via più breve e sicura per raggiungere il Trentino dalla pianura bresciana e ancora oggi viene utilizzata come alternativa alla Provinciale di fondovalle, soprattutto quando il traffico sulla Sp 237 rallenta per incidenti o code negli orari più congestionati.
Negli anni non sono mancati gli interventi per mantenere percorribile questo collegamento montano: consolidamenti delle pareti rocciose, reti paramassi, allargamenti della carreggiata e sistemazioni delle curve più strette.
Un altro intervento, così si arriverà al milione di euro, è già previsto grazie ai fondi della Provincia e della Comunità montana dedicati ai collegamenti intervallivi e riguarderà proprio l’ampliamento di alcuni tornanti particolarmente critici per il passaggio dei mezzi più ingombranti. Segno che, tra frane, smottamenti e carreggiate strette, la manutenzione di questa viabilità resta una partita aperta.



