Proseguono gli accertamenti per fare piena luce su quanto accaduto in piazza Paolo VI il 17 ottobre e sui possibili legami tra i violenti che hanno lanciato pietre contro le forze di polizia, l’anarchico individuato come presunto istigatore e le chat Telegram che avrebbero dato le indicazioni per scatenare i disordini riconducibili al 30enne Youssef Siher.
Sono infatti saliti a 15 i minorenni che hanno avuto perquisizioni dopo i disordini: alcuni sarebbero stati già inseriti nelle chat che sono poi diventate il canale di comunicazione del movimento 17 ottobre. Nelle loro abitazioni trovati gli abiti usati quel giorno oltre a manganelli telescopici e bastoni.
«Nei confronti di alcuni di loro ho emesso anche misure di prevenzione come il Dacur urbano e l’avviso orale – ha spiegato il questore Sartori – mentre proseguono le indagini per fare chiarezza sull’accaduto».
Esclusi legami precedenti tra i ragazzini, definiti cani sciolti, e il 30enne anarchico denunciato che però, secondo chi indaga, sarebbe andato in piazza deciso ad individuare i soggetti più esagitati, prenderne la guida e indirizzarli verso lo scontro.
Ora l’attenzione si sposta sulle manifestazioni annunciate per venerdì: «Verranno presi tutti gli accorgimenti» ha concluso Sartori.




