CronacaBassa

A Villachiara la torre dell’acquedotto verrà ridipinta

Emmanuele Andrico
I lavori comporteranno una manutenzione ordinaria e un intervento artistico a opera di Luca Baffi
La torre dell'acquedotto - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
La torre dell'acquedotto - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
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In questi giorni è in corso di realizzazione l’intervento di rifunzionalizzazione della torre dell’acquedotto, una serie di lavori che rientrano nel progetto finanziato dal Pnrr «Dal Foro al fiume Oglio – Strategia di rigenerazione sociale del borgo di Villachiara», per il quale il Comune di Villachiara ha ottenuto un contributo di circa un milione e 600mila euro.

Il costo complessivo per la riqualificazione del manufatto è di 35mila euro. «La torre piezometrica di Villachiara, inserendosi nel centro del foro, con la rifunzionalizzazione può divenire un simbolo subito riconoscibile dell’abitato principale del borgo, con la possibilità di aprire il Comune alle pratiche più moderne dell’arte urbana», ha spiegato la sindaca, Maria Laura Bonfiglio.

Nella pratica, si vuole intervenire sul manufatto con una manutenzione ordinaria (la torre risulta essere in buono stato e manutenuta correttamente), per poi proseguire con un intervento artistico pensato specificatamente per un elemento così particolare. Attraverso il coinvolgimento dell’arte si potrà quindi portare l’attenzione verso l’abitato di Villachiara sfruttando caratteristiche che ad un primo sguardo potrebbero sembrare irrilevanti ma che, con un’attenzione particolare, possono divenire ampi spazi di creatività.

Ripensare l’esistente

«Questo atteggiamento di analisi e visione creativa dovrà essere alla base del futuro dei nostri paesi, sfruttando i manufatti esistenti, ripensandone l’utilizzo per trasformarli in nuovi simboli riconoscibili», ha proseguito la sindaca. Il progetto e la sua realizzazione sono stati affidati all’artista Luca Boffi, conosciuto anche con lo pseudonimo di Alberonero.

Luca Boffi - © www.giornaledibrescia.it
Luca Boffi - © www.giornaledibrescia.it

L’opera, intitolata «Blu come l’acqua, azzurro come il cielo», sta prendendo vita proprio in questi giorni. L’intervento è concepito per valorizzare l’elemento architettonico, sottolineandone sia la funzione idrica connessa al servizio acquedottistico sia il rapporto con il cielo.

Come ha spiegato Luca Boffi, «la scelta cromatica ricade sul colore blu, articolato in diverse gradazioni al fine di ottenere una policromia controllata e coerente con il contesto. Il disegno nasce dalla geometria dell’architettura preesistente. Il serbatoio sommitale, che garantisce una pressione costante nella rete idrica per gravità, viene evidenziato da numerose sfumature di blu che si alternano sui vari spicchi fino a mischiarsi con il cielo in condizioni di meteo sereno. Mentre la torre viene attraversata lungo i suoi canali da 12 sfumature di blu che simboleggiano il movimento dell’acqua e la funzione dell’oggetto architettonico».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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