Grazie a Villachiara in Fermento, in Mozambico si realizza un sogno

Grazie all’impegno e alla solidarietà dell’associazione Villachiara in Fermento Aps, nella provincia di Quelimane, in Mozambico, sta sorgendo la «Casa della Speranza», un orfanotrofio che sarà capace, a lavori ultimati, di dare accoglienza a cinquanta ragazzi e ragazze del posto. Quelimane è la capitale amministrativa della Zambezia ed è la quarta città del Mozambico, con una popolazione di 193.343 abitanti.
Qui, facendo di tanto in tanto la spola con l’Italia, vive e lavora il villaclarense Nicola De Domenico, responsabile dei progetti per Mani Tese, organizzazione non governativa che dal 1964 si impegna per la giustizia su più fronti: economico, sociale, ambientale.
De Domenico è anche presidente dell’associazione Villachiara in Fermento APS, nata nel 2019 dalla volontà di un gruppo di ragazzi di creare un contesto fatto da e per i giovani. Due i filoni del progetto: uno attento alle tematiche sociali e l’altro a quelle ambientali. Per quanto riguarda il primo, nel 2019 è partito il progetto per il Mozambico «Io sto con gli ippopotami», con lo scopo di supportare interventi volti a rendere la popolazione locale autosufficiente attraverso la creazione di attività lavorative fisse e redditizie.
Il pozzo e la torre
Grazie all’impegno dell’associazione (da cui prende il nome la cinque giorni di festa che ogni anno anima Villachiara a luiglio), a Mocodoene, una delle aree più povere del pianeta, che comprende circa 45mila abitanti nella provincia di Inhambane, è stato possibile finanziare la realizzazione di un pozzo e la costruzione di una torre alta 15 metri che sostiene una cisterna d’acqua da 20mila litri, con annesso impianto di canalizzazione.
«Quello dell’orfanotrofio è un progetto che esula dal mio impegno in Mozambico con Mani Tese – ha spiegato De Domenico –. Il costo totale dell’opera è di circa 18mila euro, interamente finanziato dall’associazione Villachiara in Fermento». Si tratta di una struttura molto grande e fatiscente che tuttavia, incredibilmente, in questi anni ha continuato ad ospitare decine tra bambini e ragazzi dai cinque ai diciotto anni, orfani (o comunque abbandonati) e in condizioni di povertà estrema. Terminati i lavori potrà dare assistenza medica, nutrizionale e formativa ai suoi ospiti.
Lo scopo

La mission è dare un futuro sicuro alla fascia più fragile di un paese politicamente instabile e segnato da un persistente conflitto – soprattutto nella provincia settentrionale di Cabo Delgado – che conta migliaia di orfani e bambini abbandonati. «Ho visitato questo luogo per la prima volta l’anno scorso. Attualmente ad occuparsi dei bambini e dei ragazzi ci sono una suora e un’altra persona, che operano per conto della locale diocesi – ha proseguito Nicola –. L’edificio era in condizioni di totale degrado strutturale. L’intervento in atto prevede il rifacimento dei tetti, dei pavimenti, degli impianti elettrico e idraulico, delle cucine, delle aule studio, dei dormitori e dei servizi igienici». Per prima cosa si è cercato di mettere in sicurezza la struttura. Anche il pozzo verrà ripristinato e c’è in programma la realizzazione di un pollaio. «Qui si vive in condizioni assurde. Gli ospiti della struttura sono costretti a lavarsi con l’acqua salata, perché il pozzo pesca in superficie, ma entro fine febbraio dovrebbero entrare in funzione le nuove docce».
Al progetto lavorano maestranze locali, in questo modo è possibile contenere i costi e dare lavoro. «Se tutto va bene – conclude – dovremmo inaugurare la nuova Casa della Speranza entro fine marzo».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
