Dantedì: viaggio nella chiesa dove gli studenti trovano Dante

Tante visite guidate in alcuni luoghi simbolo di Brescia nel giorno del «Dantedì»: gli studenti della V D del Calini protagonisti nella chiesa di San Francesco
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
  • Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco
    Dantedì, i ragazzi del Calini nella chiesa di San Francesco - © www.giornaledibrescia.it
AA

Quando è stato il turno di alzarsi e dividersi nei gruppi organizzati, la loro presenza nella Sala del refettorio del Museo Diocesano non è passata inosservata. Perché, a differenza delle altre postazioni - dislocate nel centro di Brescia per rendere omaggio al Sommo Poeta proprio nel giorno in cui, 726 anni fa, ebbe inizio il suo viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso - nel ruolo di ciceroni c’erano gli studenti di un’unica classe, la V D del liceo scientifico Calini. E quello spirito di affiatamento e complicità, di amicizia, si è visto anche nel percorso che i 24 compagni di classe hanno affrontato oggi pomeriggio fino alla chiesa di San Francesco, meraviglioso teatro di ben quattro postazioni «dantizzate» sulle dodici totali, che hanno visto coinvolti anche gli studenti dell’Arnaldo e del Gambara in quello che è stato ribattezzato il «Dantedì».

Il percorso

Proprio come Virgilio ha preso per mano Dante nel suo viaggio «pien di sonno» all’Inferno e al Purgatorio, gli studenti del Calini, guidati dalla professoressa di Lettere Adriana Ferrari, hanno accompagnato i visitatori in quello che è stato un percorso di studio iniziato sui banchi di scuola e concluso all’interno di quella che non è solo una chiesa ricca di inestimabili capolavori, ma anche un luogo che abbraccia insegnamenti e simbologie dantesche e artistiche, che si intrecciano con la storia medievale della città di Brescia. Ma soprattutto il luogo che meglio di tutti incarna quel rapporto tra il poeta fiorentino e San Francesco, che rivive nel Canto XI del Paradiso nella Divina Commedia.

La classe protagonista
La classe protagonista

L’emozione

Ma è stato il modo in cui gli studenti hanno parlato della storia della chiesa francescana, delle opere d’arte del Romanino e del Moretto, della Pietà giottesca e della Scuola Francescana, che ha conquistato gli appassionati, che hanno deciso di affidarsi a 24 giovani per conoscere un incredibile pezzo di storia bresciana, che si lega all’opera di Dante e alle dinamiche politiche dell’Italia del 1300 attraverso famiglie come i Tebaldo e i Martinengo.

Gli applausi dei presenti hanno spazzato via i momenti di ansia e timidezza che si leggevano sui volti degli studenti. In alcuni momenti anche la voce ha lasciato spazio all’emozione, ma quando si è preparati è difficile sbagliare. Nemmeno gli intoppi sul loro percorso, come la riorganizzazione dell’esposizione a causa dei vespri delle 18, ha interrotto i discorsi di Mohamad, Angelica, Margherita, Matteo e Alessio. Sono solo alcuni degli studenti, che hanno terminato la visita guidata uscendo da una porticina sulla navata destra per accedere al meraviglioso chiostro maggiore, luogo che nella sua storia secolare ha vissuto molte vite.

Ma come spiegato dagli studenti - interrotti dagli interminabili rintocchi delle campane in quello che è stato un momento di ilarità - al centro del chiostro si trova il pozzo centrale. Un’occasione unica per riflettere sul valore dell’acqua: dal mondo della punizione infernale - Dante colloca gli iracondi nel fango della palude Stigia - alla purezza, strumento di lode e di salvezza per San Francesco, come testimonia il Cantico delle Creature.

Il progetto

La visita guidata alla chiesa di San Francesco è stata soltanto una parte del «Dantedì», giornata inserita all’interno del progetto «SicCome Dante», nato nel 2020 alla vigilia del 700esimo anniversario della del Sommo Poeta, con l’ambizione di creare altri modi di coinvolgere il pubblico all’interazione con la Divina Commedia attraverso nuovi linguaggi e tecnologie, come i podcast.
Ieri, come abbiamo visto, i protagonisti indiscussi sono stati gli studenti dell’Arnaldo, del Gambara e del Calini, che hanno indossato le vesti di ciceroni per accompagnare le scolaresche la mattina e i visitatori il pomeriggio lungo le dodici postazioni realizzate in onore di Dante.

Dalla Loggia alla biblioteca Queriniana passando per il Duomo Vecchio, il Palazzo Broletto, il Museo Diocesano e il Museo del Risorgimento. Ma anche davanti alla Torre d’Ercole in via Cattaneo e al palazzo Poncarali Oldofredi (sede del liceo Arnaldo). Tutti luoghi che in qualche modo, attraverso dipinti, manoscritti e opere architettoniche richiamano i passi della Divina Commedia.
Terminate le visite, tutti quanti sono tornati alla sala del Refettorio al Museo Diocesano per la conferenza sulle chine dell’artista tedesco Anselm Roehr, illustrate dal dantista di riferimento del progetto Gianfranco Bondioni.
Ma ieri sera, per concludere in bellezza, non è mancato un momento conviviale: un’apericena ispirata a versi insoliti della Commedia e allestita dalla Cooperativa Anemone. Iniziative rese possibili grazie al supporto di diversi realtà del territorio, che sostengono il progetto

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...