Dalla vedovanza alla missione, la rivoluzione di Elisa Baldo

Cent’anni fa moriva madre Elisa Baldo. La religiosa gavardese, fondatrice delle Umili serve del Signore, si spense nel 1926 dopo una vita dedicata a Dio e al prossimo.
La storia. La «siura Lisa», come era chiamata da tutti in paese, era nata nel 1862 in una famiglia benestante. Rimasta vedova e senza figli, al termine di un periodo di riflessione, aveva maturato la scelta di occuparsi dei più poveri accogliendo orfani e anziani abbandonati in quella «Casa San Giuseppe» che sarebbe poi diventata, ed è tuttora, la casa madre della comunità.
Era stato il suo padre spirituale, Giovanni Piamarta, a convincerla a fondare una propria congregazione. Nel 1911 si era svolta l’oblazione; qualche tempo dopo il gruppo di donne che si era raccolto intorno a lei divenne Pia Unione, con la denominazione di «Povere serve del Signore della Pia Società della Sacra Famiglia di Nazareth», denominazione modificata in seguito e in via definitiva in «Umili serve del Signore». L’approvazione canonica giunse nel 1924, due anni prima della morte della fondatrice.
Oggi le Umili serve sono attive - oltre che nella casa madre, guidata dalla superiora madre Maria Letizia Albertinelli - pure in terra di missione, dove svolgono il proprio apostolato tra i diseredati dell’America latina. Lo scorso anno è stato festeggiato il quarantennale dell’associazione intitolata a madre Elisa, attiva con i suoi centri a Fortaleza e in altre località del nord-est del Brasile. A Elisa Baldo – per la quale è in corso la causa di beatificazione – è intitolata anche l’erigenda Unità pastorale che comprende le parrocchie di Gavardo, Sopraponte, Soprazocco, Muscoline e Vallio Terme.
Le iniziative
E Gavardo si appresta, nei prossimi mesi, ad allestire una serie di iniziative in occasione della ricorrenza del centenario della scomparsa, iniziative che culmineranno, nelle giornate dal 2 al 4 luglio, nella celebrazione dei solenni tridui in suo onore.
«Alcuni eventi - fa sapere il parroco del paese, monsignor Italo Gorni – sono già definiti, a partire dalla pubblicazione sulle pagine del periodico dell’Unità pastorale, da qui a dicembre, di servizi e approfondimenti sulla figura di madre Elisa. Altri eventi sono in cantiere: ad esempio, il Teatro Bambino, compagnia amatoriale di Sopraponte, metterà in scena uno spettacolo ispirato alla vita e alle opere della religiosa. Però – conclude il sacerdote – non ci fermeremo qui: siamo anzi aperti a proposte e suggerimenti che contribuiscano a ricordarla nel modo migliore».
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