«Il cammino delle comete» tra fede e natura

Non è una distrazione redazionale parlare di comete in questo tempo che ci orienta alla Quaresima e alla Pasqua. Si tratta piuttosto di una sorprendente novità! Mentre si moltiplicano, infatti, anche in terra bresciana, proposte di percorsi su sentieri e strade secondarie per gustare, immergendosi pienamente, le bellezze dei monti, delle colline, dei laghi e della pianura del territorio, ecco spuntare una singolare e originale possibilità.
Viene denominata «Il cammino delle comete» e consiste nel percorrere a piedi 546 Km tra pianura e montagna riscoprendo una terra ricchissima di storia. Ma attenzione, si tratta di una proposta che ha una peculiarità unica: la ricerca della santità bresciana, tanto più eloquente se accostata là dove le sante e i santi bresciani sono nati, hanno vissuto, vi sono passati lasciando tracce del loro operato. Ovviamente gli oltre 500 Km non sono proposti come impresa da fare in un colpo solo, ma piuttosto da farsi in tappe ben studiate e precise da programmare a piacere, prevedendo pure tempi di trasferimento.

Il percorso riguarda in totale 28 località che costellano l’intera provincia dalla Valcamonica all’alto Garda, passando per la città e la pianura. L’iniziativa è stata pensata (e in parte già esperimentata) all’interno di un gruppo di laici bresciani, affiancati da alcuni sacerdoti fra i quali mons. Alfredo Scaratti, parroco emerito della Cattedrale. Laici «pellegrini» nello spirito che, sull’esempio delle grandi esperienze di Pellegrinaggi quali il Cammino di Santiago e la Via Francigena hanno immaginato e realizzato un cammino, reale e spirituale insieme, nella terra bresciana alla scoperta di «tracce» di uomini e donne che in venti secoli di cristianesimo hanno illuminato le nostre contrade con la luce del vangelo di Cristo.
Per questa ragione i promotori hanno definito la proposta «Il cammino delle comete»: perché i nostri santi hanno lasciato, proprio come le comete, una scia luminosa di carità, bontà, giustizia e pace ancora visibile oggi. Nei vari paesi o località toccati dal cammino è possibile incontrare mistici, educatori, fondatori, missionari; tutti all’origine di iniziative, opere, pensieri, modelli di comportamento che continuano a parlare di Dio, non solo ai bresciani ma al mondo. E questa sorprendente proposta, come una scatola cinese, ci fa incontrare altre scoperte: la conoscenza di santi del lontano passato fino a persone contemporanee, magari anche incontrate da non pochi bresciani.
Il passato inizia dai primi secoli e i santi dell’epoca sono martiri e vescovi. Poi si risale nel tempo e durante il Rinascimento si può incontrare Angela Merici…Poi i santi e le sante, molto noti, dell’Ottocento e del Novecento: la Comensoli, il Tadini, la Di Rosa, il Pavoni, il Piamarta, le Sante loveresi, il Pampuri e il Comboni. E il grande papa Paolo VI. Anche la costellazione dei Beati è affasciante: dalla Cocchetti ad Innocenzo da Berzo, Giuseppe e Mosè Tovini, Irene Stefani, Giovanni Fausti…
Ma un’altra particolarità affascina in questo cammino: tocca pure i luoghi che permettono di conoscere venerabili e servi di Dio, vale a dire bresciani che non sono ancora sulla gloria degli altari ma sono, comunque, esempi virtuosi. E in questa costellazione si possono incontrare nomi noti quali l’iniziatore del Pro Famila don Zuaboni e altri sconosciuti come Angiolino Bonetta, il ragazzo di Cigole morto a 15 anni di malattia vissuta con serenità e tante amicizie; oppure la vedova gavardese Elisa Baldo che si dedicò ai bisognosi e fondò le Umili Serve. Infine il cammino prevede di far incontrare con personaggi del nostro tempo quali Vittorino Chizzolini, don Pierino Ferrari e il salesiano don Silvio Galli.
Una proposta «intrigante», dunque. Si aggiunge, fra l’altro, alla nuova promulgazione del «proprio liturgico» dei Santi bresciani: uomini e donne che ancora ci affascinano. Uomini e donne che non sono mezze cartucce, ma realizzati in pienezza. Quello che tutti vorremmo per noi stessi.
Gabriele Filippini - Canonico del Duomo di Brescia
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