Cronaca

Valvestino, lavori al traguardo sui tre ponti della Sp 9

A ottobre le ultime asfaltature dopo il consolidamento dei viadotti degli anni Sessanta. Per la messa in sicurezza investiti 3,6 milioni
Simone Bottura
Verso la conclusione l'intervento di consolidamento strutturale © www.giornaledibrescia.it
Verso la conclusione l'intervento di consolidamento strutturale © www.giornaledibrescia.it

Con le ultime asfaltature, in programma a ottobre, si concluderà l’intervento di consolidamento strutturale dei tre viadotti della Sp 9 Gargnano-Valvestino-Magasa. È un’opera importante per garantire la sicurezza della viabilità lungo un’importante via di accesso all’entroterra altogardesano.

L’opera

I lavori, progettati e diretti dall’ing. Lorenzo Salvi dello studio Mennuti & Co, sono stati effettuati dalla Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato con la Provincia, proprietaria dell’infrastruttura stradale. Per darne attuazione, l’ente presieduto da Franceschino Risatti ha ottenuto un duplice finanziamento. Dalla Regione sono arrivati 2,5 milioni di euro, stanziati per l’attuazione degli interventi del «Piano Lombardia». Sono stati utilizzati per la sistemazione dei marciapiedi pericolanti di due dei tre ponti della provinciale: uno situato nel Comune di Valvestino, in località Molino di Bollone, l’altro in quello di Gargnano, dopo Navazzo. I marciapiedi posti ai lati della carreggiata, chiusi da tempo perché pericolanti, sono stati demoliti e ricostruiti.

Ai fondi regionali si sono aggiunti quelli provinciali, per 1,1 milioni di euro. Un’integrazione che si è resa necessaria a seguito di indagini condotte dalla Provincia che, in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, aveva individuato criticità tali da imporre «una riabilitazione strutturale per la messa in sicurezza dei ponti». Gli interventi, come detto, sono in via di conclusione. «In ottobre sono previste le asfaltature», dice l’arch. Stefania Baronio della Comunità Montana, responsabile unica del progetto. I tre viadotti, che scavalcano alcuni rami del lago artificiale di Valvestino e i suoi affluenti, sono ponti ad arco di tipo Maillart, tipologia strutturale con archi in calcestruzzo armato ideata dall’ingegnere svizzero Robert Maillart, e furono costruiti negli anni Sessanta.

Le infrastrutture

Salendo da Navazzo si incontra per primo il ponte sul rio Vincerì, in prossimità della diga di Ponte Cola, poi il ponte sul rio Costa in località Lignago, da dove si vede la vecchia dogana che riemerge dal lago, e infine il ponte sul rio Droanello, dove è collocata l’epigrafe del vecchio confine tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico.

Il ponte sul rio Costa, il maggiore dei tre per dimensioni, fu progettato dagli ingegneri Alfredo Passaro e Vittorio Giuliana; gli altri due furono invece progettati dall’ing. Riccardo Morandi.

La loro sistemazione, assieme agli interventi attuati di recente dalla Provincia sulla strada, consente di garantire condizioni di circolazione stabili e affidabili lungo la Sp 9.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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