Capitale della Cultura 2029, «grande opportunità per la Valcamonica»

La Valcamonica, insieme alla Regione, si candiderà per divenire Capitale italiana della cultura 2029. Un anno non scelto a caso, ma del tutto emblematico per il territorio camuno, perché ricorrerà il cinquantesimo del riconoscimento quale primo sito Unesco Italiano.
Ieri nel direttivo della Comunità montana è stato approvato un documento d’indirizzo che delega l’assessore alla Cultura Priscilla Ziliani a effettuare tutti i passi necessari per la candidatura al bando ministeriale, atteso tra poche settimane.
Va con i piedi di piombo il presidente Corrado Tomasi, che vuole prima coinvolgere i consiglieri regionali, perché «sia la Regione a promuovere la Valle con il suo sito Unesco. Nei prossimi giorni incontreremo i bresciani, perché siano loro a chiedere l’appoggio del Consiglio regionale, di cui abbiamo bisogno per avere maggiore forza: ricordo che il simbolo della Regione è una Rosa camuna».
La Regione
Una condivisione che, se non ancora nell’ufficialità, nelle dichiarazioni d’intendi c’è già tutta. A partire da due assessori: la bresciana Simona Tironi e quella di partita alla Cultura Francesca Caruso. Per Tironi «la candidatura della Valle rappresenta per tutta la provincia un’importante occasione culturale, economica e sociale. È un territorio che va valorizzato, perché qui cultura, lavoro e comunità possono crescere insieme», mentre per Caruso «è una decisione importante perché arriva dopo un continuativo lavoro sul patrimonio culturale.
Un intero territorio

Regione Lombardia seguirà e accompagnerà questo cammino nelle fasi previste dal bando ministeriale». Allineati anche i consiglieri regionali. Diego Invernici (Fratelli d’Italia): «La candidatura segna una svolta nel modo d’intendere la valorizzazione dei nostri beni culturali e paesaggistici. Per la prima volta non è una singola città a correre, ma un intero territorio diffuso. Ci ho creduto fin dal primo istante, spendendomi in prima persona, ho promosso un’interlocuzione diretta con l’assessore Caruso, alla quale abbiamo presentato il progetto in anteprima».
Per il leghista Davide Caparini «la Valcamonica ha un patrimonio culturale unico e la candidatura rappresenta un’opportunità straordinaria per valorizzare le nostre radici e promuoverne lo sviluppo», mentre per Claudia Carzeri (Forza Italia) si tratta di «una richiesta sostenibile, che cercheremo di portare avanti facendo in modo che la Valle diventi Capitale della cultura, perché di fatto lo è già grazie alla sua storia millenaria e per quello che è oggi».
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