La Valcamonica pronta a candidarsi a Capitale della Cultura 2029

La Valle Camonica scende ufficialmente in campo per la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029. Il dossier domani sarà discusso nel direttivo della Comunità montana in cui saranno approvate le linee guida del percorso che coinvolgerà Regione Lombardia. Si tratta di un progetto ambizioso che punta a valorizzare uno dei territori più ricchi di storia e patrimonio culturale dell’arco alpino.
I tesori

La candidatura a Capitale della Cultura nasce da una consapevolezza: «La Valle Camonica – è il pensiero dei sostenitori – custodisce un patrimonio capace di raccontare almeno 10mila anni di storia dell’umanità». Dall’arte rupestre agli insediamenti romani, dai cicli pittorici alle testimonianze della Grande Guerra, fino alle tracce dell’industrializzazione siderurgica, e poi c’è una data simbolo: proprio nel 2029 infatti ricorreranno i 50 anni dal riconoscimento dell’arte rupestre come sito italiano Patrimonio mondiale Unesco. Un anniversario dal forte valore simbolico che la Valle Camonica vuole celebrare con un’altra prima volta.
Mai un territorio
Ad oggi, infatti, Capitale della cultura italiana è sempre stata una città – o due come nel caso Bergamo-Brescia nel 2023 – ma mai un territorio. Il percorso di candidatura sarà affidato all’assessorato alla Cultura della Comunità Montana, in collaborazione con il Gruppo istituzionale di coordinamento del sito Unesco e con il supporto operativo della Fondazione Valle dei Segni. L’obiettivo è costruire un dossier capace di coinvolgere istituzioni, mondo culturale, università e comunità locali. Con il sostegno di Regione Lombardia. Per vincere la Valle Camonica mette in vetrina lo sviluppo culturale degli ultimi anni.
Il lavoro
È proprio in valle che nel 2009 è nato il primo Distretto culturale di Regione e Fondazione Cariplo, modello ancora oggi attivo nella gestione e valorizzazione dei servizi culturali. Gli enti locali hanno inoltre dato vita alla Fondazione Valle dei Segni, chiamata «a coordinare interventi infrastrutturali e gestionali e a sostenere una fruizione sempre più innovativa e inclusiva del patrimonio».
«Importante – viene evidenziato – anche il lavoro svolto sui parchi dell’arte rupestre, con interventi di manutenzione, restauro, riordino dei percorsi e maggiore attenzione all’accessibilità. A questo si affianca il riconoscimento della Valle come Riserva della biosfera Mab-Unesco e la presenza di grandi aree protette come i parchi dell’Adamello e dello Stelvio».
Due fasi
La candidatura a Capitale della cultura in vista del 2029 sarà in due fasi: l’invio di una manifestazione di interesse entro luglio 2026 e la successiva trasmissione del dossier di candidatura vero e proprio a settembre. Spetterà a una giunta valutare le candidature e raccomandare al Ministro della cultura il nome scelto. Successivamente, entro luglio-settembre del prossimo anno, la decisione spetterà a Ministero della Cultura e Governo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
