Cronaca

Ue, a maggio domande di asilo in calo del 22%: Italia prima per richieste

Ci sono poi 4,41 milioni di persone fuggite dall’Ucraina che al 30 giugno beneficiavano della protezione temporanea nell’Unione europea: in Italia sono 51.105, con l’aumento più alto tra i Ventisette rispetto a maggio (+8,8%)
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Una nave ong
Una nave ong

Sono state 42.525 le prime domande di asilo presentate nell’Unione europea nel maggio 2026 da cittadini di Paesi extra Ue. Un dato in calo del 22% rispetto allo stesso mese del 2025, quando le richieste erano state 54.765, e del 2% rispetto ad aprile, quando si erano fermate a 43.360. A fotografare l’andamento è Eurostat, che ha pubblicato l’aggiornamento mensile sui richiedenti protezione internazionale nei Paesi dell’Unione.

A guidare la classifica per numero assoluto di prime richieste è l’Italia, con 10.660 domande, davanti a Spagna (7.945), Francia (7.180) e Germania (5.965). Insieme, i quattro Paesi hanno raccolto il 75% di tutte le prime domande presentate nell’Ue nel corso del mese.

Il peso dell’Italia emerge anche rapportando le richieste alla popolazione. A livello europeo, a maggio si sono registrati in media 9,4 nuovi richiedenti asilo ogni 100 mila abitanti. Il valore più elevato è stato rilevato in Grecia, con 34,8 richieste ogni 100 mila residenti, seguita proprio dall’Italia con 18,1 e dall’Irlanda con 17,8.

I gruppi più numerosi

Secondo i dati Eurostat, anche a maggio i venezuelani sono rimasti il principale gruppo di persone che hanno chiesto asilo per la prima volta nell’Unione europea: le domande sono state 4.465. Seguono i cittadini dell’Afghanistan, con 3.425 richieste, quelli del Bangladesh, con 2.860, e i sudanesi, con 1.690.

Accanto alle prime domande, nel mese sono state registrate anche 8.050 domande successive, cioè presentate da persone che avevano già avanzato in precedenza una richiesta di protezione internazionale. Il numero è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alle 8.075 domande di maggio 2025, mentre è diminuito del 12% rispetto ad aprile 2026, quando erano state 9.150.

I minori non accompagnati

Resta poi il tema dei minori arrivati senza familiari. A maggio sono stati 945 i minori non accompagnati che hanno presentato per la prima volta una domanda di asilo nell’Ue. Il gruppo più numeroso è quello dei minori provenienti dalla Somalia, con 205 richieste. Seguono Sudan (110), Afghanistan (95), Egitto (85) e Venezuela (40). Tra i Paesi europei, la Germania ha ricevuto il numero più alto di domande presentate da minori non accompagnati, 220, davanti ai Paesi Bassi con 195 e alla Grecia con 135. Seguono Francia, con 80 richieste, e Spagna, con 75.

I dati confermano dunque una riduzione complessiva delle nuove richieste d’asilo nell’Unione rispetto a un anno fa, ma mostrano allo stesso tempo una forte concentrazione degli arrivi in pochi Stati membri: tre domande su quattro sono state presentate in Italia, Spagna, Francia e Germania, con l’Italia al primo posto per numero assoluto.

Ptotezione temporanea

Sono poi 4,41 milioni i cittadini non Ue fuggiti dall’Ucraina che al 30 giugno 2026 beneficiavano dello status di protezione temporanea nell’Unione europea. Secondo Eurostat, rispetto alla fine di maggio il numero è aumentato di 24.380 persone, pari allo 0,6%. La Germania resta il Paese che ospita il maggior numero di beneficiari, con 1.286.230 persone, pari al 29,2% del totale europeo. Seguono la Polonia, con 961.170 beneficiari (21,8%), e la Repubblica Ceca, con 390.810 (8,9%).

In Italia i beneficiari della protezione temporanea erano 51.105 al 30 giugno. Rispetto alla fine di maggio sono aumentati di 4.115 unità, pari all’8,8%: si tratta dell’incremento più alto in termini assoluti registrato tra i Ventisette. Seguono la Repubblica Ceca, con 3.835 persone in più (+1%), e la Germania, con un aumento di 2.960 unità (+0,2%).

Nel complesso, il numero delle persone sotto protezione temporanea è cresciuto in 24 dei 27 Paesi dell’Unione. Le uniche diminuzioni sono state registrate in Polonia (-6.335; -0,7%), Belgio (-35; -0,04%) e Irlanda (-15; -0,01%).

Guardando invece al rapporto con la popolazione, il valore più elevato si registra in Repubblica Ceca, con 35,8 beneficiari ogni mille abitanti. Seguono Slovacchia (27,2) e Cipro (26,8), mentre la media dell’Unione europea è di 9,8 ogni mille abitanti.

I cittadini ucraini rappresentano oltre il 98,5% di tutti i beneficiari della protezione temporanea nell’Ue. Le donne adulte costituiscono il 43,4% del totale, gli uomini adulti il 27% e i minori il 29,6%, poco meno di un terzo.

Lo status di protezione temporanea è stato introdotto sulla base della decisione di esecuzione del Consiglio Ue del 4 marzo 2022, adottata dopo l’inizio della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Il 13 giugno 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha inoltre deciso di prorogare la misura dal 4 marzo 2026 al 4 marzo 2027.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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