Un dono per la villa dei Montini: arriva la ferula di Paolo VI

Un ponte tra la Bassa bresciana e la Valtrompia nel segno dell’arte e della memoria di san Paolo VI. È quello che si è creato ieri sera a Villa Alghisi Montini di Verolavecchia, dove il Comune ha ricevuto in dono una copia della ferula papale realizzata dallo scultore Lello Scorzelli e donata poi all’amico Enrico Manfrini, scultore e incisore anche lui legato al mondo artistico che gravita attorno alla figura del pontefice bresciano.
L’opera – il bastone liturgico utilizzato dal Papa durante le celebrazioni – è stata acquistata grazie all’impegno delle fondazioni Philanthropia ed Erminio Bonatti, due realtà radicate in Valtrompia che hanno deciso di comprarla dal figlio di Manfrini per donarla alla comunità di Verolavecchia.
Territorio
Il pastorale è già diventato il simbolo della mostra «Gli artisti di San Paolo VI. Il dono dell’amicizia. Opera umana e divina». Ideata e curata da Roberto Consolandi, l’esposizione sarà allestita negli spazi di Villa Alghisi Montini dal 28 marzo al 14 giugno. Alla cerimonia di consegna del pastorale hanno partecipato, tra gli altri, lo storico dell’arte Roberto Consolandi, la sindaca di Verolavecchia Maura Gualdi, il presidente della Fondazione Philanthropia e vicepresidente di Fondazione Erminio Bonatti Pierangelo Guizzi e il presidente dell’associazione dei Comuni Terre Basse Bresciane Giovanni Benzoni. La ferula rappresenta un segno concreto del legame tra il territorio triumplino, in particolare Concesio, paese natale di Giovanni Battista Montini, e la dimora verolese dove la famiglia del futuro Papa trascorreva lunghi periodi.
Respiro culturale
«San Paolo VI, attraverso questa opera, fa ritorno all’interno di queste mura per restarci - ha sottolineato la sindaca Gualdi –. Attorno a quest’opera vogliamo cominciare a pensare in grande, dando a questo luogo un respiro sempre più culturale». Durante l’incontro, Roberto Consolandi ha ricostruito la storia della ferula papale, diventata negli anni uno dei simboli più riconoscibili del pontificato montiniano e del rapporto speciale che il Papa bresciano volle instaurare con il mondo dell’arte.
La consegna dell’opera rafforza anche il ruolo culturale di Villa Alghisi Montini: di proprietà della famiglia Montini e raramente aperta al pubblico, è oggi gestita dal Comune grazie a un accordo siglato nel 2023 con la nipote del pontefice, che affida all’Amministrazione la gestione per dodici anni per ospitare eventi culturali dedicati a san Paolo VI e alla valorizzazione del territorio. Proprio in questa direzione si inseriscono la mostra dedicata agli artisti vicini al Papa e il progetto di lavorare alla nascita di una fondazione capace di coinvolgere istituzioni, imprenditori e realtà culturali per trasformare la villa in un polo museale dedicato all’arte sacra e alla memoria del pontefice bresciano.
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