Cronaca

Trump sospende le nuove sanzioni alla Russia, Mosca: «Momento storico»

Il presidente Usa blocca con un ordine esecutivo le misure previste dal Lindsey Graham Act, invocando l'interesse nazionale. La decisione arriva alla vigilia delle elezioni di metà mandato, tra le polemiche sui prezzi del diesel e le critiche del Congresso
Vladimir Putin e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Vladimir Putin e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Donald Trump sospende le nuove sanzioni contro la Russia, pochi giorni prima della loro entrata in vigore. Con un ordine esecutivo firmato venerdì 16 ottobre, il presidente degli Stati Uniti ha bloccato l'applicazione di importanti restrizioni e dazi previsti dal Lindsey Graham Act, la legge approvata dal Congresso per aumentare la pressione economica su Mosca a seguito dell'invasione dell'Ucraina. Una decisione giustificata dalla Casa Bianca con ragioni di interesse nazionale, ma destinata ad alimentare le polemiche negli Stati Uniti e nei rapporti con Kiev.

Il provvedimento arriva mentre l'amministrazione americana cerca di contenere il prezzo dei carburanti, in particolare del diesel, in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. L'introduzione delle nuove sanzioni avrebbe potuto complicare gli sforzi di Washington per aumentare la disponibilità di prodotti energetici sul mercato e frenare i rincari.

La legge, promulgata dallo stesso Trump il 18 settembre, prende il nome dal senatore repubblicano Lindsey Graham, scomparso a luglio, che ne era stato uno dei principali promotori. Il testo prevedeva un ampliamento delle misure economiche contro la Russia, colpendo il settore energetico, soggetti finanziari e persone considerate coinvolte nel sostegno alla guerra. Erano inoltre previsti dazi particolarmente elevati sulle merci russe e su quelle provenienti dai principali Paesi acquirenti di petrolio e gas di Mosca.

Lo stop deciso da Trump non equivale però alla cancellazione di tutte le sanzioni americane. L'ordine esecutivo utilizza infatti una clausola di deroga prevista dalla stessa legge, che consente al presidente di sospendere l'applicazione di determinate misure qualora ritenga che ciò risponda agli interessi nazionali degli Stati Uniti.

«Ho trasmesso al Congresso la certificazione sulla concessione di tale deroga, in questo momento, è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti», ha dichiarato Trump nel documento pubblicato sul sito della Casa Bianca. Alla comunicazione è stato accompagnato un rapporto con le motivazioni della decisione, come richiesto dalla normativa.

Restano invece in vigore le restrizioni già adottate attraverso precedenti ordini esecutivi contro Mosca. Washington continuerà inoltre a monitorare gli acquisti di petrolio e gas russi e gli eventuali tentativi di aggirare le sanzioni. Le deroghe potranno essere revocate qualora l'amministrazione lo ritenga necessario.

Le critiche

La scelta ha provocato critiche anche all'interno del Partito repubblicano. Diversi parlamentari, sia democratici sia repubblicani, temono che l'allentamento della pressione economica possa garantire nuove entrate alla Russia, contribuendo indirettamente al finanziamento della guerra in Ucraina. Nei giorni scorsi dodici senatori, sei dei quali repubblicani, avevano già chiesto alla Casa Bianca di rivedere gli accordi sull'esportazione del diesel russo.

Di segno opposto la reazione di Mosca. Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente Vladimir Putin per gli investimenti, ha definito la sospensione delle nuove sanzioni «un momento importante e davvero storico», sostenendo che una maggiore cooperazione economica tra Russia e Stati Uniti possa favorire la stabilità internazionale e contribuire alla costruzione di un rapporto di fiducia tra i due Paesi.

La decisione arriva inoltre in una fase di crescente tensione tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il leader americano ha recentemente rivolto nuove critiche al presidente di Kiev, attribuendogli parte della responsabilità dell'aumento dei prezzi energetici. Zelensky, dal canto suo, continua a cercare il sostegno dei partner europei, mentre la guerra prosegue e resta aperto il confronto sugli aiuti occidentali.

La sospensione delle sanzioni segna così un nuovo passaggio nella politica americana verso Mosca. Da una parte la Casa Bianca punta a contenere i costi dell'energia e a tutelare gli interessi economici nazionali; dall'altra cresce il timore che un alleggerimento delle restrizioni possa ridurre la pressione sulla Russia proprio mentre il conflitto in Ucraina continua.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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