Cronaca

Truffe dei bancomat negli Usa: i latitanti nascosti in Valsabbia

Tre fratelli romeni sono ritenuti a capo di un’organizzazione dedita a maxi truffe ai bancomat negli Stati Uniti, frodi informatiche e riciclaggio: due di loro si trovavano a Roè Volciano, sono stati arrestati in esecuzione di un mandato di arresto europeo
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Loading video...
Truffe dei bancomat negli States, due arresti a Roè Volciano

Si nascondevano a Roè Volciano due dei tre fratelli romeni di 48, 49 e 51 anni ritenuti a capo di un’organizzazione criminale transnazionale dedita a maxi truffe ai bancomat negli Stati Uniti, frodi informatiche e riciclaggio. I tre latitanti, condannati nel 2025 dal Tribunale di Brașov a pene comprese tra i 5 e i 7 anni di reclusione, si erano resi irreperibili fino al recente intervento della Polizia di Stato, che li ha arrestati in esecuzione di un mandato di arresto europeo.

Secondo quanto ricostruito dalle autorità romene, i tre reclutavano persone da inviare negli Usa per installare dispositivi di skimming sugli sportelli bancomat e clonare le carte di centinaia di cittadini americani. I soldi sottratti venivano poi trasferiti in Europa e riciclati nell’economia legale attraverso l’acquisto di immobili, auto, viaggi e beni di lusso.

Tra Liguria e Valsabbia

Le indagini per rintracciarli, promosse dalla Polizia di Brașov e coordinate dal servizio centrale operativo della Polizia di Stato, in collaborazione con l’esperto per la sicurezza a Bucarest, hanno visto entrare in azione le squadre mobili di Brescia, Genova e Savona. Il primo blitz è scattato a Millesimo, in provincia di Savona, dove il 48enne è stato sorpreso dagli agenti mentre cercava di nascondersi all’interno di un’intercapedine ricavata all’interno di un edificio, permettendo anche il sequestro di documenti falsi e vari cellulari.

Le attività di appostamento e pedinamento della squadra mobile di Brescia si sono concentrate anche in Valsabbia, restringendo il campo attorno al comune di Roè Volciano. Lo scorso 21 agosto gli investigatori hanno individuato lo stabile in cui si rifugiavano gli altri due ricercati e, dopo aver pedinato uno dei due uscito per fare la spesa, hanno fatto scattare l’irruzione che ha chiuso definitivamente il cerchio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...