Quella zona, tra i boschi e i vigneti ai piedi delle colline della Franciacorta, è il luogo perfetto – specialmente in questo periodo dell’anno – per fare una passeggiata con il proprio cane. Un momento di pace, diventato quasi una routine, che solitamente si conclude con il ritorno a casa sereno in auto, con la mente libera dai pensieri. Questo fino a pochi giorni fa, quando tutti i pensieri erano focalizzati su quella cartuccia per fucile trovata sul parabrezza della propria auto.
Il racconto
Protagonista di questa storia una ragazza di 30 anni di Rodengo Saiano, che davanti a un carabiniere della stazione di Gussago ha messo nero su bianco quello che è successo e i suoi sospetti, finiti «inevitabilmente verso alcuni cacciatori che frequentano quella zona, sul confine tra Ome e Rodengo. Non mi vengono in mente altre persone». La querela per minaccia è stata ovviamente sporta verso ignoti ed è qui che ora si concentreranno le indagini dei carabinieri.
«La cartuccia (marca Cheddite, ndr) inesplosa l’ho trovata mercoledì mattina, 14 ottobre, sul parabrezza dell’auto - spiega la giovane franciacortina -. Ma non ho nemici e dubito che qualcuno sia venuto a casa mia a mettermela sull’auto, visto che di notte è parcheggiata all’interno della mia abitazione. Credo sia stata messa lunedì mattina, quando sono andata con il mio cane nell’area di via Valzina. Parcheggio sempre l’auto in quella zona, vicino ai vigneti della Santella».
Le sue certezze
La ragazza è quasi certa del fatto che la cartuccia sia stata lasciata sul parabrezza del suo veicolo lunedì, tra le 10 e mezzogiorno, e come autore di questo gesto intimidatorio vede soltanto un uomo vestito da cacciatore: «Per prima cosa, come ho detto, non ho nemici, seconda cosa si tratta di una cartuccia calibro 20, di quelle che usano i cacciatori. Credo che a qualcuno di loro dia fastidio il fatto che porto a passeggio il mio cane in una zona da loro frequentata». La giovane ha subito denunciato l’episodio: «Credo sia un fatto grave. Da oggi temo per la mia incolumità e soprattutto per quella del mio cane. Ma non ho alcuna paura nel tornare nei miei luoghi nonché luoghi pubblici».




