Parere favorevole della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano ai piani di prelievo di cervi, caprioli e mufloni. Il provvedimento recepisce le proposte formulate dal Comprensorio alpino di caccia CA8 per la stagione venatoria 2026-2027 nella Zona di Protezione Speciale «Alto Garda Bresciano», che si estende per oltre 21.500 ettari all’interno del Parco, nei comuni di Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine sul Garda, Valvestino e Magasa.
Il punto
Parere dell’ente comprensoriale presieduto da Franceschino Risatti offre anche l’occasione per fare il punto sulla presenza di questi ungulati nel territorio del Parco. Cominciamo dal re del bosco, il cervo, che ha ormai trovato una stabile dimora nell’Alto Garda. Quarant’anni fa era quasi scomparso. È tornato grazie ai ripopolamenti effettuati da Ersaf tra gli anni Ottanta e Novanta, avviati con il rilascio di una decina di esemplari provenienti dai Parchi dello Stelvio e di Paneveggio. Oggi la sua presenza è consistente e continua a crescere.
«Il numero di cervi censiti attraverso la metodologia dei punti fissi di osservazione – scrive il tecnico faunistico incaricato dalla Comunità Montana, Massimo Ragusa – è pari a 1.084 individui, contro i 956 del 2025, con una densità di 7 cervi ogni 100 ettari, ben superiore alla massima densità sostenibile, stimata in 4 capi ogni 100 ettari nel periodo invernale».
Alla luce del costante incremento della popolazione e delle possibili conseguenze ecologiche nel Parco – conflitti con le attività agricole e selvicolturali, aumento del rischio di incidenti stradali e competizione con altre specie – il CA8 propone, per la stagione venatoria 2026-2027, un piano di abbattimento complessivo di 220 cervi.
Diversa la situazione del capriolo
I censimenti non evidenziano un sostanziale aumento della popolazione rispetto al 2025: nel 2026 sono stati contati 736 esemplari, contro i 708 dell’anno precedente. A fronte di una popolazione sostanzialmente stabile, il piano prevede il prelievo di 57 caprioli. «I tassi di prelievo proposti – si legge nella relazione – appaiono conservativi, inferiori al 10% (7,8%) delle consistenze verificate mediante i censimenti preriproduttivi e coerenti con l’andamento della popolazione negli ultimi anni».

Infine, per quanto riguarda il muflone, specie alloctona, il piano prevede l’abbattimento di 28 capi, pari a circa il 23% della popolazione censita. L'obiettivo è raggiungere la densità ottimale individuata da Ispra per questa specie.



