Per quasi mezzo secolo è rimasto lì, silenzioso, a osservare la valle dall'alto, mentre il tempo consumava muri, tetti e speranze. Eppure, l'ex sanatorio infantile di Valledrane continua a occupare un posto speciale nella memoria collettiva di Treviso Bresciano. Lo ha dimostrato venerdì scorso la partecipazione all'incontro promosso dall'Amministrazione comunale: oltre 70 persone, praticamente un intero paese, si sono ritrovate nel cortile del municipio per parlare del futuro di un luogo che ha segnato la storia della comunità. Accanto al sindaco Mauro Piccinelli erano presenti la direttrice editoriale del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini, e i relatori Marco Carlo Castelli, fondatore dello Studio Arcoengineering, e Laura Linetti, direttrice gestionale della residenza Vittoria del gruppo Korian.
Il passaggio
La notizia, però, è soprattutto una: dal 4 agosto il sanatorio diventerà ufficialmente di proprietà del Comune di Treviso Bresciano. Un passaggio atteso da anni che apre finalmente una prospettiva concreta per una struttura chiusa dal 1978 e rimasta troppo a lungo senza un progetto. La strada sarà tutt'altro che semplice. Per restituire una funzione al complesso di Valledrane serviranno risorse che potrebbero avvicinarsi ai 10 milioni di euro, impossibili da sostenere per un piccolo Comune. L'idea è quindi di procedere per interventi successivi, tutti inseriti in un disegno unitario, costruendo una rete di collaborazioni.

Funzione originaria
Tra i primi passi potrebbe esserci il recupero della chiesetta interna, da destinare a iniziative culturali capaci di riportare l'attenzione sul sanatorio. Le riflessioni di Castelli e Linetti hanno indicato una direzione precisa: non cercare una destinazione qualsiasi, ma restituire a Valledrane la sua vocazione originaria di luogo di cura. Non un ospedale, né una struttura alternativa a quelle già presenti in valle, ma uno spazio dedicato alla prevenzione e all'accompagnamento delle persone che attraversano momenti di fragilità fisica o psicologica.
Memoria
Accanto al recupero degli edifici dovrà procedere quello della memoria, raccogliendo le testimonianze degli abitanti e degli ex bambini ricoverati per la tubercolosi, molti dei quali ancora oggi tornano a Valledrane. Un percorso che dovrà rispettare anche lo statuto con cui il sanatorio viene trasferito al Comune, mantenendone la finalità originaria di cura della persona. Il confronto pubblico riprenderà a fine estate. Nel frattempo ai cittadini è stato chiesto di riflettere sulle proposte emerse durante la serata.



