Non c’è stato nulla da fare. Le manovre di rianimazione durate oltre due ore, il ricovero nel centro di rianimazione, l’attivazione della circolazione extracorporea. Quei 40 minuti sul fondo del lago sono stati troppo anche per la sua fibra forte di ragazzo sportivo e in salute. Dopo ore di tentativi disperati, medici e infermieri hanno dovuto sospendere le cure e dichiarare il decesso.
L’incidente
Non ce l’ha fatta Badr Ouajil, il 16enne di nazionalità italiana e origini marocchine che sabato pomeriggio non era riemerso da un tuffo nelle acque del lago di Garda. Il giovanissimo, nato a Calcinate in provincia di Bergamo e residente a Cividate al Piano, sempre nella Bergamasca, viveva con i genitori, un fratello più grande e una sorella minore e frequentava una scuola professionale della zona. Era arrivato a Desenzano con un gruppo di amici per passare un pomeriggio in spiaggia.
Al Desenzanino alcuni del gruppo hanno noleggiato un pedalò e si sono allontanati di qualche decina di metri dalla riva ma restando sempre nella zona di sicurezza. È stato da quel punto che Badr ha deciso di tuffarsi. Non aveva fatto i conti con la temperatura dell’acqua, ancora rigida all’inizio di maggio, che a contatto con il suo corpo riscaldato dal sole già caldo ha provocato uno shock con conseguente perdita di coscienza e blocco respiratorio.

Gli amici non lo hanno visto riemergere e si sono messi a urlare e poi a cercare di localizzarlo sotto l’acqua. Dalla riva gli altri del gruppo hanno allertato i soccorsi e un gommone della Guardia Costiera è arrivato sul posto. Ci sono voluti 40 minuti per individuarlo, recuperarlo e portarlo a riva. Le sue condizioni sono immediatamente apparse disperate.
Per oltre un’ora le manovre di rianimazione sono andate avanti sul lungolago e poi, sull’elisoccorso, anche durante il volo verso il Civile e ancora nel centro di rianimazione quando è stato purtroppo evidente che non ci fosse più nulla da fare.
Il lutto
Fin dalle prime ore dopo l’incidente era stato chiaro che la situazione fosse disperata, la famiglia si era stretta nel dolore nell’abitazione di Cividate al Piano dove già dalla serata di sabato è stato costante l’andirivieni di parenti e amici e davanti alla quale sono rimasti in gruppo diversi dei ragazzi che erano con Badr a Desenzano.

In un post sui social il fratello maggiore di Badr ha invitato tutti i giovani a non fare imprudenze come quelle di suo fratello, a non voler dimostrare di essere dei duri con un tuffo nell’acqua gelata: «Mettetevi a posto la testa, è un consiglio che vi dò. Ci vanno di mezzo i genitori, pensate al vostro futuro e alla vostra famiglia».




