Una persona è agli arresti domiciliari e un’altra è sottoposta all’obbligo di firma per effetto di una ordinanza di custodia eseguita nelle scorse ore dal Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. I provvedimenti sono stati emessi per l’ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti, in particolari metalli ferrosi e per emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Traffico illecito
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale operava attivamente sul territorio bresciano. Attraverso la gestione di fatto di diverse società cartiere – sia italiane sia di diritto slovacco – gli indagati avrebbero occultato un ingente commercio di rottami metallici, rendendo impossibile tracciare la reale provenienza e il percorso del materiale ceduto.
L’attività di traffico illecito di rifiuti ha generato da sola un volume di materiale non tracciato pari a circa 5 milioni di euro, a cui si aggiunge il castello di fatture false creato ad hoc per ripulire l'operazione davanti al fisco.




