Cronaca

Traffico di rifiuti e fatture false per 6 milioni: due persone nei guai

La Guardia di Finanza ha scoperto un meccanismo di società cartiere in Italia e all’estero: il gruppo criminale operava attivamente sul territorio bresciano
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Un mezzo della Guardia di Finanza
Un mezzo della Guardia di Finanza

Una persona è agli arresti domiciliari e un’altra è sottoposta all’obbligo di firma per effetto di una ordinanza di custodia eseguita nelle scorse ore dal Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. I provvedimenti sono stati emessi per l’ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti, in particolari metalli ferrosi e per emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Traffico illecito

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale operava attivamente sul territorio bresciano. Attraverso la gestione di fatto di diverse società cartiere – sia italiane sia di diritto slovacco – gli indagati avrebbero occultato un ingente commercio di rottami metallici, rendendo impossibile tracciare la reale provenienza e il percorso del materiale ceduto.

L’attività di traffico illecito di rifiuti ha generato da sola un volume di materiale non tracciato pari a circa 5 milioni di euro, a cui si aggiunge il castello di fatture false creato ad hoc per ripulire l'operazione davanti al fisco.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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