Tra storie e leggende che vivono nel Sebino

Mostri mitologici, streghe e fantasmi: sono tanti i racconti che parlano del territorio
Si racconta che nel Sebino vivesse un mostro mitologico
Si racconta che nel Sebino vivesse un mostro mitologico
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Ci sono storie, leggende e curiosità che raccontano l’altra faccia di un’area culturale, geografica e sociale. Così è anche e soprattutto in Franciacorta, dove resistono tradizioni e antichi racconti.

Mostro mitologico

Secondo una credenza tramandata tra gli agricoltori, un mostro mitologico viveva nelle acque del lago d’Iseo e terrorizzava gli abitanti della zona. La creatura era stata inviata dagli Dèi come punizione per un patto di devozione non rispettato: gli abitanti avrebbero dovuto offrire ringraziamenti in cambio di abbondanza di pesce e uva, ma se ne dimenticarono. Dopo vari tentativi falliti di sconfiggerlo, furono i monaci Benedettini a placare il mostro offrendogli dei grappoli d’uva. La leggenda narra che l’animale si addolcì a tal punto che, per mantenerlo tranquillo, i residenti iniziarono a piantare vigneti in tutta la regione, dando origine alla vocazione vinicola che conosciamo oggi.

Fantasmi

La Franciacorta è costellata di manieri che ospiterebbero presenze misteriose: come al Castello di Bornato, dove si narra della presenza del fantasma di Bianca, legata a una storia di amore con Adalberto e segreti risalente a secoli fa.
A Capriolo, invece, si racconta di una ragazza morta a causa di un maleficio e di una strega che morì bruciata nello stesso istante in cui il padre della giovane bruciò un ceppo di legno stregato.

L’origine del nome

Tra i misteri della Franciacorta c’è anche il suo stesso nome, che deriva dall’espressione medievale curtes francae, ovvero corti affrancate. Nel Medioevo, i monaci benedettini e cluniacensi che abitavano la zona erano infatti esentati dal pagamento dei dazi e delle tasse al vescovo in cambio della bonifica e della coltivazione delle terre. Da qui, una terra franca (libera) dalle tasse.

Tra le curiosità che non tutti conoscono c’è anche il primato del Satèn: il termine è infatti un marchio registrato esclusivamente dal Consorzio Franciacorta. Questo vino si distingue per una pressione atmosferica inferiore (sotto le 5 atmosfere), che regala una spuma setosa e un perlage finissimo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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