Franciacorta, quegli antichi monasteri che erano corti franche

Il nome del paese di Corte Franca indica la presenza delle corti monastiche affrancate da imposizioni tributarie, specialmente nelle zone di Borgonato e Timoline
Borgonato, una delle frazioni che costituiscono Corte Franca
Borgonato, una delle frazioni che costituiscono Corte Franca
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La storia di Corte Franca è ha qualcosa di profondo legato alle origini del suo stesso nome e, dunque, all’etimologia della stessa Franciacorta. Il toponimo del paese, nato nel 1928 dalla fusione delle frazioni di Borgonato, Colombaro, Nigoline e Timoline indica infatti la presenza delle corti monastiche affrancate da imposizioni tributarie: corti franche, appunto. Tale significato trova maggior riscontro nelle frazioni di Borgonato e Timoline esplicitamente nominate in documenti antichissimi come corti monastiche.

La prima teoria

D’altronde da anni si continua a dibattere sull’origine del nome Franciacorta: la prima teoria vuole che le origini siano legate al periodo storico di Carlo Magno e delle sue conquiste. Sembrerebbe infatti che, intorno al 774, il sovrano – insieme ad una parte del suo esercito di Franchi – si fosse accampato proprio nel cuore della zona oggi riconosciuta come Franciacorta. Questa sosta di riposo potrebbe quindi essere l’evento che ha dato origine al nome.

Tra mito e realtà, la leggenda narra poi che, durante il periodo dedicato alla conquista di Brescia, in occasione della festa di San Dionigi, nel 776 Carlo Magno avrebbe fatto costruire a Rodengo una chiesa dedicata a San Dionigi Areopagita e avrebbe battezzato la zona piccola Francia.

La seconda teoria

C’è comunque una seconda ipotesi, legata invece alla storia dei monaci cluniacensi e cistercensi provenienti da Cluny nel XI secolo. Secondo questa teoria alcuni piccoli gruppi vennero incaricati di occuparsi della produzione vinicola per la Chiesa proprio in quella zona. Per consentire ai monaci di concentrarsi fisicamente ed economicamente solo sulla coltivazione delle vigne, la Chiesa li rese esenti dal pagamento delle tasse imperiali ed ecclesiastiche. Da qui, deriverebbe quindi il soprannome di curtae francae (lo stessa toponimo del paese).

L’ipotesi più accreditata è proprio quest’ultima e troverebbe fondamento nel fatto che la loro produzione enologica fu immediatamente riconosciuta come di qualità superiore, un patrimonio da incentivare e salvaguardare.

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