Ventuno porte da aprire e un pubblico che negli ultimi anni ha mostrato di avere sempre più voglia di varcarle. Le Giornate Fai d’autunno tornano nel fine settimana del 10 e 11 ottobre forti di numeri importanti nel Bresciano: oltre 11mila visite nell’autunno 2023, quasi 15mila nel 2024 e, nell’ultima edizione di Primavera, quasi 29mila. Cifre che raccontano la curiosità per luoghi spesso a pochi passi da casa ma normalmente fuori dalla portata del pubblico.
Quest’autunno saranno 21 le aperture tra Brescia, Salò, Ome e Berzo Inferiore: otto fanno capo alla delegazione Fai di Brescia, sei nel capoluogo e due sul Garda, sette al gruppo Sebino Franciacorta e sei in Vallecamonica.
In città
«La nostra città sarà protagonista con sei luoghi – ha sottolineato l’assessore alla Promozione turistica Andrea Poli durante la presentazione in Loggia –. Il Comune è lieto di patrocinare questa iniziativa».
Nel capoluogo si potrà scendere nei sotterranei del liceo Arnaldo, entrare nell’ex monastero di Santa Croce, nel complesso di Casa di Dio e negli spazi di Santa Maria degli Angeli e del convento delle Orsoline, oltre a guardare da vicino la Torre dell’orologio di piazza Loggia. Dietro ai due giorni di visite c’è un lavoro cominciato mesi fa.
«È da maggio che stiamo organizzando» ha raccontato Chiara Chiarelli, capogruppo Giovani Fai di Brescia. Individuare i beni, studiarne la storia, costruire i percorsi e preparare chi dovrà raccontarli significa mettere in moto una macchina che nell’ultima edizione primaverile aveva coinvolto nel Bresciano oltre 350 volontari e 180 studenti apprendisti ciceroni. Giuseppe La Corte, delegato Fai di Brescia, ha richiamato il valore di questa rete e la possibilità di far conoscere un patrimonio poco noto anche a chi vive sul territorio.
In provincia
Sul Garda una delle porte meno consuete da varcare sarà quella di Palazzo Landi, sede della Tenenza della Guardia di Finanza di Salò. «È un piacere aprire le porte della nostra caserma per raccontare questo luogo» ha spiegato il maggiore Francesco Melaragni.
Poco distante Palazzo della Magnifica Patria permetterà di entrare negli ambienti legati al governo della Riviera, proprio nell’anno dei 600 anni dal 1426, quando il territorio si affidò alla Repubblica di Venezia. «I visitatori potranno vedere la sala consiliare, con il dipinto della Libertà, e la sala del Provveditore» ha spiegato il vicesindaco e assessore alla Cultura Alberto Comini.
A Ome le sette aperture intrecceranno devozione, dimore private e antichi mestieri, mentre a Berzo Inferiore le sei proposte passeranno dalla figura del Beato Innocenzo all’antica parrocchiale di San Lorenzo, appena restaurata, fino alle testimonianze della lavorazione del ferro.
Qui tornerà e crescerà anche il progetto con Anffas Valle Camonica: i «Volontari straordinari», ragazzi con abilità differenti inseriti nelle squadre Fai dopo un percorso di preparazione, passeranno da quattro a sei.
Le visite saranno a contributo libero, con alcune opportunità riservate agli iscritti Fai.


