Telecamere violano la privacy: multa di 3mila euro al Comune di Nave

Il prelievo di 3.000 euro dal fondo di riserva, annunciato dal sindaco Matteo Franzoni durante l’ultimo Consiglio comunale, mette la parola fine a un lungo confronto tra il Comune di Nave e il Garante per la protezione dei dati personali. La vicenda nasce dall’utilizzo dei portali per il controllo dei veicoli sulla ex Provinciale, strumenti considerati fondamentali per la sicurezza, ma finiti al centro di un’istruttoria dell’Autorità a seguito del ricorso di un’utente della strada.
Quest’ultima, multata per il mancato rinnovo della polizza assicurativa, ma senza essere stata fermata sul posto, aveva segnalato anomalie nella gestione dei propri dati personali. Il Garante, nel provvedimento numero 752 del 18 dicembre 2025, ha sanzionato il Comune rilevando innanzitutto una «mancanza di base giuridica»: il sistema, come spiegato nel provvedimento, veniva usato per censire le classi ambientali dei veicoli al fine di ottenere finanziamenti, ma per l’Autorità questo monitoraggio sistematico non era supportato da una legge specifica.
Le contestazioni
Il Garante della privacy ha poi contestato l’«assenza di valutazione di impatto», ovvero quell’analisi dei rischi per la privacy, che è obbligatoria quando si controllano aree pubbliche su larga scala, oltre a una «informativa carente», poiché i cartelli stradali non spiegavano correttamente come e perché venissero usati i dati.
Infine è stata rilevata una «mancata risposta all’interessato», in quanto il Comune non aveva dato riscontro alla richiesta di cancellazione dei dati avanzata dalla persona multata. Nonostante una sanzione ipotizzata inizialmente di 30.000 euro, il Garante ha deciso di ridurla a un decimo del valore, riconoscendo l’atteggiamento di massima apertura dell’Amministrazione, che per due anni ha gestito un imponente scambio di documenti e videochiamate.
«Si spendono molte risorse per restare al passo con normative che cambiano continuamente – afferma Franzoni –. Crediamo serva una disciplina omogenea per gli enti pubblici che operano nell’interesse della comunità».
Compromesso
Il nodo resta l’uso dei portali: per il Garante non possono restare sempre accesi per scovare infrazioni amministrative. Per le forze dell’ordine sono vitali per rintracciare auto sospette, ma anche per monitorare l’ordine pubblico.
In attesa di una composizione dei differenti interessi in gioco ora rischiano di essere numerose le Amministrazioni comunali della provincia che, come è toccato al Comune di Nave, nel prossimo futuro potrebbero essere chiamate a pagare sanzioni analoghe al Garante della privacy, ma anche a siglare un protocollo con la Prefettura per tenere sempre accesi i loro portali.
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