Tavernola, il versante tiene: «Nessun allarme frana nel lago d’Iseo»

Veronica Massussi
Mentre continuano i monitoraggi costanti sulla montagna, prosegue l’intervento da 16 milioni. Il sindaco: «La situazione è sotto controllo»
Una veduta del monte Saresano, a Tavernola © www.giornaledibrescia.it
Una veduta del monte Saresano, a Tavernola © www.giornaledibrescia.it
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La frana che incombe su Tavernola e sul lago d’Iseo è tra le più monitorate d’Italia e d’Europa. Da circa un anno sono in corso i lavori per mitigare il movimento del versante. Il sito del Comune ha pubblicato il 14 gennaio un nuovo report tecnico riferito agli ultimi quattro mesi. Secondo il documento, «il movimento franoso rimane per tutti i settori di riferimento, sia per le mire ottiche che per i punti radar, sottosoglia». Viene quindi confermata la permanenza dello stato definito «bianco».

Il report

Alcune lievi accelerazioni sono comunque emerse: «Complessivamente – si legge ancora – i dati topografici del bimestre sembrerebbero indicare spostamenti in aumento rispetto a quelli riscontrati nel bimestre precedente, soprattutto nel settore 3. Tuttavia l’aumento è in buona parte imputabile a un disturbo di lettura della mira Cambiani, protrattosi tra la seconda metà di agosto e i primi di settembre». Dalle rilevazioni effettuate con altri strumenti, in particolare radar e Gps, non risulta alcuna conferma di tali accelerazioni. A rassicurare i cittadini è anche il sindaco Roberto Martinelli, che conferma come la situazione sia sotto controllo.

Un confronto con la frana di Niscemi, in Sicilia, è stato proposto dall’ex sindaco Joris Pezzotti, tra i primi a segnalare nel 2021 il rischio legato alla montagna che sovrasta il Sebino: «La nostra vicenda tavernolese – ha spiegato – pur diversa per caratteristiche e dimensioni, presenta alcune analogie. Ricordo che il fenomeno si manifestò in tutta la sua pericolosità già nel 1970, ma fu presto dimenticato: si continuò come se nulla fosse, arrivando persino a bombardare la montagna, nonostante lanciasse segnali inequivocabili».

Mitigazione

«Nel febbraio 2021 – ha proseguito Pezzotti – la situazione è tornata d’attualità. Dopo le analisi, il verdetto fu unanime: il Saresano, prima o poi, sarebbe collassato, in toto o in parte. A differenza di Niscemi, nel nostro caso un intervento di mitigazione era possibile. Da quel momento non si è mai smesso di coinvolgere i media e sollecitare Regione e Governo per ottenere i fondi necessari: 16 milioni di euro, che oggi vengono impiegati per mettere in sicurezza il versante».

L’intervento, che interessa un volume instabile stimato in due milioni e mezzo di metri cubi, è articolato in tre fasi: si è iniziato dal piede della frana, seguiranno drenaggi profondi per alleggerire la massa, fino a intervenire sulla fascia sommitale.

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