Cronaca

Tav Brescia-Verona, da Salvini il sì per una stazione sul Garda

Il ministro delle Infrastrutture ha chiesto a Ferrovie dello Stato di approfondire «in tempi brevi» fattibilità, costi, benefici e ricadute territoriali della nuova fermata tra Desenzano e Peschiera. Gelmini: «Opportunità molto importante»
Alice Scalfi
Una veduta del cantiere per l'alta velocità - © www.giornaledibrescia.it
Una veduta del cantiere per l'alta velocità - © www.giornaledibrescia.it

La stazione Tav del Garda esce dal limbo politico e finisce direttamente sul tavolo di Matteo Salvini. Il ministro delle Infrastrutture ha chiesto a Ferrovie dello Stato di approfondire «in tempi brevi» fattibilità, costi, benefici e ricadute territoriali della nuova fermata tra Desenzano e Peschiera, rilanciando un progetto che da anni oscilla tra sostegni trasversali, frenate tecniche e polemiche sui costi.

Il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini
Il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini

L’annuncio è arrivato oggi dal Ministero delle Infrastrutture dopo l’intervento di Salvini al convegno «Il sistema di regolazione Garda-Mincio», a Peschiera. Una presa di posizione netta, perché per la prima volta il dossier viene formalmente rilanciato dal dicastero competente con una richiesta diretta ai tecnici di Fs.

Tra le reazioni c’è anche quella della presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini, presente all’incontro di Peschiera. «Quella del ministro è un’affermazione molto importante – osserva –. Dopo le parole del ministro Mazzi, che nelle scorse settimane a Lonato era tornato sul progetto, ora arriva anche questa presa di posizione. È un’opportunità che il territorio non deve perdere».

Gelmini richiama anche il tema della mobilità sostenibile e della collaborazione tra territori. «Come Comunità del Garda stiamo firmando con le Province un accordo sulla mobilità sostenibile. Anche sulla stazione del Garda, dobbiamo ragionare come sistema: non cadiamo nei campanilismi».

Il progetto

Il progetto della cosiddetta «stazione del Garda» è fermo da anni a una fase interlocutoria. L’ipotesi prevede una nuova fermata dell’alta velocità tra Desenzano e Peschiera, nell’area di San Martino, pensata per servire il bacino turistico gardesano e alleggerire il traffico stradale, soprattutto lungo l’asse della A4.

Lo studio di fattibilità era stato avviato nel 2017 e completato nel 2018, ma il progetto si è progressivamente arenato davanti all’aumento dei costi. Le stime hanno ormai superato i 200 milioni di euro, con una possibile soluzione intermedia da circa 150 milioni articolata in più fasi. Proprio il rapporto costi-benefici resta oggi il nodo decisivo per capire se l’opera potrà davvero andare avanti.

Necessità

Nelle scorse settimane il tema era tornato d’attualità anche durante la visita a Lonato del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. In quell’occasione erano stati l’ex assessore regionale Mauro Parolini e il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini a riportare il progetto al centro del confronto, insistendo sulla necessità di una fermata dedicata per intercettare i flussi turistici del Garda e ridurre la pressione sulla viabilità.

Secondo i sostenitori dell’opera, la nuova stazione non servirebbe tanto a creare nuovi flussi quanto a organizzare meglio quelli già esistenti, intercettando parte del traffico turistico oggi concentrato su auto e autostrada.

Il nuovo intervento di Salvini arriva mentre la linea Tav Brescia Est-Verona si avvia verso la conclusione. I primi treni prova sono attesi a giugno, mentre l’entrata in esercizio resta prevista entro la fine dell’anno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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