Cronaca

Sul Garda ritocchi all’insù: imposta di soggiorno più salata ovunque

Secondo i sindaci è una scelta obbligata per garantire servizi turistici di qualità senza pesare sulle tasche dei cittadini
Simone Bottura, Alice Scalfi
Sirmione - © www.giornaledibrescia.it
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In alto Garda quasi tutti i Comuni hanno ritoccato al rialzo l’imposta di soggiorno. Scelta obbligata, dicono i sindaci, per garantire servizi turistici di qualità senza pesare sulle tasche dei cittadini.

Da Limone a Salò

A Limone, dove lo scorso anno 1,2 milioni di presenze hanno generato introiti per 1,5 milioni, il balzello è stato portato a 3,50 euro per i 5 stelle, a 2 per le altre tipologie ricettive e a 1 euro per i campeggi. «L’imposta – aveva motivato il sindaco Chicco Risatti – è fondamentale per gestire la spesa corrente legata al turismo: cura del territorio e servizi».

Imposta più salata anche a Gargnano, dove la nuova tariffa introdotta nel 2025 varia da un massimo di 4,50 euro per i 5 stelle a un minimo di 1,50 euro per b&b e appartamenti. Più contenuto l’aumento deliberato a Tignale, dove l’imposta, invariata da 6 anni, è passata da 1,70 a 2 euro per ogni categoria ricettiva, generando peraltro il malcontento degli operatori. «Riteniamo che i maggiori costi per i servizi turistici – ha motivato il sindaco Daniele Bonassi – non debbano ricadere sui residenti o essere distolti da altre voci di spesa come sociale e istruzione».

C’è anche chi sta valutando rincari mirati per gli affitti brevi, che godono di maggiori vantaggi fiscali e minori oneri rispetto agli hotel, oltre a generare problemi di natura sociale erodendo la disponibilità di case per residenti e lavoratori.

A Salò, dove l’imposta vale 400mila euro, è stata aumentata solo la tariffa delle strutture extralberghiere. A Toscolano Maderno si è invece deciso di azzerare l’imposta dopo 21 pernottamenti consecutivi, per agevolate chi si ferma in paese per soggiorni prolungati.

Il basso lago

Tra chi aumenta, chi estende e chi introduce, il 2025 sarà un anno di grandi cambiamenti per la tassa di soggiorno sul basso lago. L’obiettivo è comune: aumentare il gettito destinato alla valorizzazione del territorio e al miglioramento dei servizi per turisti e residenti.

Bedizzole si avvicina al lago introducendo per la prima volta l’imposta: dal 1° febbraio, con tariffe che variano da 1 a 2 euro a seconda della categoria dell’alloggio, e una previsione di introito pari a 10mila euro.

Novità in vista anche per Polpenazze, che non ritoccava le tariffe dal 2012. Da quest’anno si prevede un balzo da 0,50 euro a 2 euro tondi per tutte le categorie. E una proiezione di gettito che si attesta sui 30 mila euro. Anche a Calvagese è stato stabilito un cambiamento: dal 2025, tassa di soggiorno tutto l’anno e non solo d’estate. Un’operazione che frutterà 55mila euro.

Altri aumenti, poi, si registrano a Pozzolengo e Padenghe, che stimano di incamerare così 168 mila euro e 300mila euro. Segno più all’imposta anche per Sirmione, di circa il 20%: una percentuale che dovrebbe quest’anno far sfondare il tetto dei 2 milioni di euro.

Di incassi milionari ne sa qualcosa Desenzano, che quest’anno non ritocca le tariffe ma che i 2 milioni di euro li ha già superati nel 2024, grazie all’incremento delle presenze.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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