Sventata truffa da 98mila euro: «Mi hanno insultata al telefono»

Nella trappola è finito un uomo di 69 anni. A prendere in mano la situazione la moglie: «Non mi sono fidata di quella persona»
La moglie ha sventato la truffa quando ha trovato il marito armeggiare con lo smartphone
La moglie ha sventato la truffa quando ha trovato il marito armeggiare con lo smartphone
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Quando ha capito che la donna che stava truffando iniziava a insospettirsi, ha perso le staffe e l’ha insultata, mettendo in chiaro, in maniera piuttosto esplicita – «adesso ti svuoto il conto» – l’intento criminale. Ed è stato proprio il passo falso del truffatore, oltre all’intervento dei carabinieri, che ha permesso alla coppia di 69enni di rientrare in possesso del denaro sottratto dal conto corrente: quasi 100mila euro.

Una vicenda a lieto fine, anche se «i minuti successivi alla telefonata sono stati un incubo, ero in preda al panico». A parlare è la vittima, una donna residente con il marito a Coccaglio, che prima di andare in pensione ha lavorato in un ufficio Inps del territorio. Ed è proprio grazie al suo curriculum se quella sera al telefono non ha creduto alle parole del truffatore, che si era spacciato per un operatore della sua banca.

Una truffa resa ancora più credibile alla tecnica dello spoofing: un software capace di manipolare il sistema di identificazione del chiamante, facendo apparire sul display del cellulare della vittima il reale numero di telefono della filiale bancaria.

Signora, ci spiega come è andata?

Quel giorno sono rientrata a casa alle 17.30 e ho visto che mio marito stava ripetendo dei codici al telefono. Gli ho chiesto chi fosse e lui mi ha passato il cellulare.

Chi c’era dall’altra parte?

Come aveva già detto a mio marito, si è presentato come un operatore del settore antiforde. Ci chiamava per una presunta truffa da 800 euro. Mio marito aveva visto che il numero era quello della Banca del Territorio Lombardo di Brescia e per questo aveva continuato la telefonata. Gli avevano lasciato un numero di cellulare e lui aveva richiamato, leggendo i codici che gli avevano chiesto. Io però sentivo che c’era qualcosa che non andava.

E a quel punto cosa è successo?

Gli ho detto di dirmi il nome e lui lo ha fatto, anche se ora sinceramente non lo ricordo. Poi gli ho chiesto gentilmente di mandarmi una mail e che il giorno seguente sarei andata alla filiale di Coccaglio, la nostra banca. A quel punto si è arrabbiato e ha cambiato tono. Mi ha insultata, apostrofandomi con una parola che viene riservata solo alle donne, dicendomi «Ora ti svuotiamo il conto». Ho riattaccato e ho controllato subito l’home banking: c’erano due bonifici istantanei in uscita da 49mila euro. Operazioni che io non ho mai fatto. In quel momento non ho fatto attenzione al conto sui cui erano finiti, perché ero spaventata e abbiamo pensato prima a bloccare il conto, la carta di credito e i due bancomat. La mattina seguente, prima non è stato possibile, siamo andati dai carabinieri a Cologne a sporgere denuncia.

A chi erano intestati i bonifici?

I conti erano indirizzati alla Banca Popolare Pugliese di Santa Maria di Leuca, dove tra le altre cose abbiamo una casa. L’istituto di credito è stato contattato dai carabinieri e dalla nostra banca e a sua volta ha immediatamente chiamato il titolare del conto su cui erano finiti i soldi. Abbiamo scoperto che si trattava di un’azienda che conoscevamo: ci eravamo rivolti a loro per dei lavori alla nostra casa al mare, non so se sia una coincidenza. Ma il titolare ha detto di non saperne nulla ed è andato subito a firmare, permettendoci così di rientrare in possesso dei 98mila euro. Un passaggio fondamentale perché, probabilmente da lì sarebbero poi finiti su un conto all’estero. E a quel punto sarebbe stato impossibile riaverli.

Un sospiro di sollievo?

Sicuramente. Sono convinta che se non mi avesse insultata io non avrei controllato subito il conto. Era nervoso perché non gli ho dato gli altri codici che probabilmente gli servivano per prendere altro denaro. Perché quando io e lui eravamo al telefono, avevano già clonato il conto, togliendo il limite di 1.500 euro al giorno. Inoltre, avevano già effettuato i due bonifici, uno alle 17.32 e l’altro alle 17.35.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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