Cronaca

Studenti giallisti a lezione di arte e storia nel Municipio di Gussago

Hanno regalato un loro libro al sindaco, che ha mostrato la tela di Angelo Inganni custodita nel suo ufficio. Per i giovani la visita è stata un viaggio nel paese dell’Ottocento
Federico Bernardelli Curuz
Studenti gussaghesi autori di un giallo in visita in Municipio
Studenti gussaghesi autori di un giallo in visita in Municipio

Da giovani scrittori a custodi della memoria del proprio paese. La visita in municipio di una classe della scuola media Venturelli di Gussago, autrice del volume «Giallo a Gussago» nato nell’ambito di un laboratorio di scrittura creativa, si è trasformata in un’occasione per conoscere uno dei simboli artistici più importanti della comunità.

Gli studenti hanno consegnato al sindaco Giovanni Coccoli una copia del libro e hanno ricevuto in cambio un racconto speciale davanti alla «Veduta del giardino di Villa Richiedei», il celebre dipinto di Angelo Inganni custodito nel suo ufficio.

Il primo cittadino ha accompagnato i ragazzi alla scoperta dell’opera, illustrandone i particolari, i personaggi e il valore storico. Un viaggio nella Gussago dell’Ottocento, tra Villa Richiedei, il colle della Santissima e le figure che popolano la grande tela, considerata uno dei capolavori dell’artista che passò una parte della sua vita alla Santissima.

Scambio

«La creatività dei nostri ragazzi è qualcosa di straordinario – ha detto Coccoli ai ragazzi –. Devo dire che è un libro bellissimo, coinvolgente e ricco di fantasia. Ma il regalo più grande è stato poter raccontare loro il quadro di Inganni. Chissà che questa storia non possa ispirare il prossimo giallo».

L’incontro ha unito così due forme di narrazione: quella immaginata dagli studenti nelle pagine del loro libro e quella affidata ai pennelli di Inganni, capace di fissare sulla tela uno spaccato della Gussago di oltre un secolo e mezzo fa.

Il sindaco ha rinnovato l’invito ai cittadini a visitare il municipio per osservare da vicino il dipinto e conoscerne la storia, convinto che trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio artistico e culturale del territorio sia uno dei modi più efficaci per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

Per i ragazzi, la consegna del volume si è trasformata in una lezione fuori dall’aula. Hanno scoperto che un quadro può raccontare un paese quanto un libro, restituendone paesaggi, personaggi e storia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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