Tav, la senatrice Mancini: «Si acceleri per la stazione del Garda»

«In seguito alle recenti interlocuzioni intercorse con il Sottosegretario sen. Antonio Iannone e alla luce dell’interrogazione depositata in sede regionale dal collega Diego Invernici, ribadiamo il nostro sostegno alla realizzazione della nuova stazione Tav a San Martino della Battaglia (Desenzano del Garda), un’opera infrastrutturale necessaria per l’intero territorio del Garda». A sottolinearlo in una nota è la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Mancini.
«L’opzione più valida»

«Il progetto della stazione di San Martino della Battaglia, localizzata a circa 1.800 metri dal casello autostradale di Sirmione – prosegue Mancini –, rappresenta l’opzione tecnicamente più valida in termini di valorizzazione dell’investimento. Ma soprattutto permetterà di creare un vero nodo intermodale, capace di integrare l’Alta Velocità con la mobilità locale e regionale. Il distretto del Garda, con i suoi 28 milioni di presenze annue e un’economia d’eccellenza basata su prodotti enogastronomici e artigianato di qualità, costituisce il terzo distretto turistico italiano».
Senza questa fermata, sottolinea Mancini, il territorio rischia «una forte penalizzazione. Con l’entrata in funzione della nuova linea Tav prevista entro la fine del 2026, i treni ad Alta Velocità transiterebbero infatti senza effettuare fermate, riducendo drasticamente l’attuale offerta che vede oggi 78 treni (tra Frecciarossa e Italo) servire le stazioni di Desenzano e Peschiera. La stazione del Garda costituirebbe inoltre lo strumento tecnico indispensabile per attuare politiche di mobilità sostenibile, alleggerendo la pressione sulla viabilità stradale tradizionale, ormai satura».
«Il Garda non resti escluso»
«I lavori sulla tratta Brescia-Verona – conclude la nota – sono in fase di completamento. È quindi fondamentale che il Piano di fattibilità tecnico economica redatto da Rfi trovi immediata attuazione in un cronoprogramma certo. Non possiamo permettere che il Garda, cerniera strategica tra Lombardia, Veneto e Trentino, resti escluso dai grandi flussi di traffico europei generati dalla mobilità Tav. Si auspica dunque che, in linea con le delibere Cipe e i pareri favorevoli espressi da Regione Lombardia sin dal 2015, si proceda rapidamente alla definizione dei finanziamenti e all’avvio dei cantieri, garantendo ai residenti e ai milioni di turisti internazionali un collegamento veloce con Milano, Venezia e Roma all’altezza delle sfide infrastrutturali del futuro».
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