CronacaGarda

Addio a Mucchetti, il burattinaio che incantava i con i colori

Alice Scalfi
Il suo nome era una presenza familiare nel Basso Garda: se n’è andato all’età di 94 anni. Mercoledì 11 i funerali nella chiesa parrocchiale di Soiano
L'artista Tancredi Mucchetti - © www.giornaledibrescia.it
L'artista Tancredi Mucchetti - © www.giornaledibrescia.it
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Aveva il volto gentile, la voce bassa e le mani instancabili. Tancredi Mucchetti se n’è andato a 94 anni, lasciando dietro di sé una scia di ricordi fatta di colori, marionette, tele. Il suo nome, nel Basso Garda, era una presenza familiare, legata da decenni all’arte e al teatro, ma anche alla vita quotidiana di Desenzano e Soiano, dove abitava.

La vita 

Classe 1932, originario di Adro, Mucchetti era cresciuto in una famiglia di artisti: il padre Giuseppe era decoratore, lo zio Angelo pittore. Lui aveva fatto sue entrambe le eredità, unendole a una passione precoce per il teatro di figura.

Pittore, scenografo, burattinaio, era arrivato fino agli Stati Uniti per presentare le sue marionette e le sue creazioni, ma aveva scelto di vivere sul Garda, dove in molti ancora ricordano i suoi spettacoli nel castello di Soiano, le mostre con la compagnia «Amici del Monte Corno», e una Natività dipinta nel 1984 nella chiesa del paese.

Marionette

Tra gli anni Ottanta e Novanta, grazie al supporto della Pro Loco e dell’Amministrazione comunale, aveva riportato in vita la tradizione familiare delle marionette Mucchetti, risalente al Settecento. I suoi pupi – scolpiti, dipinti, vestiti e animati interamente a mano – avevano calcato i palchi di mezza Italia e girato l’Europa. Personaggi vivi, protagonisti di storie bibliche, fiabe e classici del teatro popolare, interpretati con una perizia rara.

Artista poliedrico e autodidatta, Tancredi Mucchetti ha lasciato anche un’opera pittorica vasta e diffusa: quadri dai colori caldi, spesso venduti o donati, che ancora oggi arredano tante case del Garda. A Desenzano era facile incontrarlo con il cavalletto, fermo in piazza Malvezzi o al porto vecchio, assorto nel dipingere. «Sembrava che fossero i colori a voler catturare lui», ha scritto qualcuno.

Memoria 

Riconoscibilissimo nel suo berretto e nel suo sorriso gentile, aveva continuato a dipingere fino a pochi mesi fa. Molti lo ricordano anche per la sua disponibilità, per i saluti sinceri, per la semplicità con cui accoglieva chi si fermava a guardare i suoi lavori.

E questo nonostante fosse considerato, a pieno titolo, uno dei pittori bresciani viventi più noti, apprezzato anche fuori dall’Italia. Ma più della diffusione del suo nome, conta la memoria affettuosa di chi lo ha conosciuto e stimato. I funerali si terranno domani, 11 febbraio, alle 10 nella chiesa parrocchiale di Soiano. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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