Il Consiglio di Stato ha rinviato al Tar della Lombardia la decisione sul potere dei Comuni di disciplinare le locazioni turistiche. La causa, che riguarda il proliferare degli affitti brevi a Sirmione, dunque prosegue.
Il Comune gardesano – principale destinazione turistica del lago, con oltre 1,2 milioni di presenze annue – ribadisce la volontà di contenere un fenomeno che rischia di alterare profondamente il tessuto urbano: dall’accesso alla casa per residenti e lavoratori, fino alla viabilità e alla vita sociale e commerciale del centro storico.
«La crescita incontrollata delle locazioni turistiche non regolamentate mette a rischio la vivibilità dei nostri centri storici e la qualità dell’offerta turistica», sottolinea l’Amministrazione comunale. «Disciplinare il settore significa tutelare residenti, lavoratori, visitatori e il patrimonio culturale che rende Sirmione unica».
Il caso si inserisce nel più ampio dibattito nazionale ed europeo sull’overtourism, che ha già spinto altri enti locali, da Verona a diversi Comuni del Garda veronese, ad adottare misure di contenimento.
La sindaca Luisa Lavelli conferma la linea: «L’amministrazione comunale di Sirmione vuole continuare a garantire la qualità dell’esperienza turistica, con grande attenzione all’equilibrio tra esigenze dei cittadini e vocazione turistica. Attendiamo fiduciosi il pronunciamento del Tar, che già in passato ha riconosciuto il fondamento normativo della battaglia dei Comuni contro l’overtourism».



