«Serve un’azienda pubblica che gestisca urbano e extraurbano»

La notizia della bocciatura, da parte dell’assemblea degli autisti, dell’accordo sottoscritto martedì dall’azienda Arriva e dalle Rsu è giunta mentre nella sede dell’Agenzia del Trasporto pubblico locale, in via Marconi, ieri mattina era in corso l’incontro mensile tra i sindacati dei trasporti e i vertici dell’agenzia. Un momento interlocutorio nel quale le associazioni di categoria hanno rimarcato le loro perplessità rispetto ad un servizio di trasporto in crisi e condizioni lavorative inaccettabili.
«Siamo tutti molto preoccupati per quello che sta succedendo – ha chiarito al termine dell’incontro Mauro Ferrari, segretario della Fc Cgil di Brescia – anche perché non è possibile vedere un trasporto pubblico extraurbano in queste condizioni». «È inaccettabile questa situazione – ha rimarcato Alberto Gasparini della Uil Trasporti di Brescia, unica sigla sindacale che non ha sottoscritto l’accordo proposto da Arriva, bocciato dai lavoratori –. Non è possibile lasciare ogni mattina centinaia di persone a piedi senza un servizio».
Tra le soluzioni, i sindacati hanno sottoposto «l’unica possibile a questo punto: la costituzione di una grande azienda pubblica sul territorio che tenga insieme l’urbano e l’extraurbano. Arriva, essendo un’azienda privata senza più la Provincia come garante, è veramente in difficoltà e non riesce più a garantire il servizio».
Mario Viscardi della Fit Cisl di Brescia ha inoltre chiesto «di ripristinare il tavolo prefettizio sui trasporti che non si è più riunito». All’incontro hanno partecipato anche Salvatore Riccio dell’Ugl e Vincenzo Scamacca della Faisa.
Migliorare l’esistente
Arrabbiato e sconsolato Giancarlo Gentilini, presidente dell’Agenzia del Trasporto pubblico locale che non ha armi per contrastare questa situazione. La soluzione avanzata dai sindacati, di un’unica grande azienda che gestisca il trasporto urbano ed extraurbano lo lascia perplesso: «Qui si entra nel merito delle proprietà e delle scelte delle proprietà e diventa difficile. Oggi non ci sono strumenti legislativi che consentono di fare scelte di questo tipo. Se la Regione può decidere se avere un’unica Agenzia del Trasporto pubblico regionale o tante provinciali, non può però intervenire in ambito industriale creando delle imposizioni così significative».
L’obiettivo, quindi, non può che essere quello di far funzionare bene l’esistente. Come? «Anzitutto con un cambio di percezione del lavoro – afferma Gentilini –. È importante che i lavoratori siano pagati di più e meglio, ma è anche importante che venga loro garantita una qualità di lavoro che oggi fanno fatica ad avere: turni troppo lunghi e difficoltà nell’affrontare anche le cose minime, dalla pausa caffè alla gestione delle malattie. Tutti temi che vanno affrontati a livello industriale, di organizzazione del lavoro».
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