Cronaca

Sicurezza dei ponti: in 9 anni completate 45 riqualificazioni urgenti

Sono 477 le strutture controllate dal 2016 dalla Provincia: 41 i cantieri aperti, 35 partiranno entro i prossimi 4 anni
Il ponte della tangenziale che passa sopra a via Bettole - © www.giornaledibrescia.it
Il ponte della tangenziale che passa sopra a via Bettole - © www.giornaledibrescia.it
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Partito nel 2016, il piano per la sicurezza dei ponti in Provincia durerà almeno fino al 2029. Quando si parla di viadotti la mente corre al ponte Morandi che il 14 agosto del 2018 crollò causando 43 morti. E quell’opera divenne esempio di come non si deve procedere in tema di controlli e manutenzioni.

In Italia si stima ci siano 1,5 milioni di ponti e viadotti, il 45% dei quali gestito da Anas, il 20% dai concessionari autostradali e il restante 35% dagli enti locali (regioni, province e comuni). Secondo i dati di uno studio del Politecnico di Milano più del 50% dei ponti italiani ha un’età superiore ai 50 anni, contro una media fra i 20 e i 30 anni nei Paesi del G7. In Italia, quindi sarebbero oltre 18mila i ponti che necessitano di interventi di manutenzione e ben 1.900 quelli con «altissimi rischi strutturali». E questi dati emergono da un campione di sole 61mila strutture osservate. Quindi manca un’adeguata manutenzione programmata.

Questo pare non valere per il Bresciano dove studi, controlli e manutenzioni vengono eseguiti con regolarità. Alcuni esempi: in questi giorni, per parlare della città, stanno per partire i lavori di abbattimento e ricostruzione del ponte ammalorato di via Labirinto e, per quanto riguarda la Provincia, dal 2016 è attiva una partnership con il Dipartimento di ingegneria civile, architettura, territorio, ambiente e matematica dell’Università degli studi di Brescia per mappare le strutture e valutarne stabilità, manutenzione e condizioni complessive. Un’evoluzione di quest’ultimo progetto, ma a sé stante, è l’indagine innovativa che coinvolge da gennaio il ponte della tangenziale sud che passa sopra via Bettole.

I controlli

Lungo i 1.408 km di strade provinciali, si contano 477 ponti. Il lavoro di verifica si è svolto in più fasi: sono stati individuati cinque itinerari principali del traffico nel Bresciano (tre da nord a sud, verso le valli, e due est–ovest, la tangenziale sud e la sp 668 Orzinuovi–Montichiari–Lonato) e il personale interno ha censito e ispezionato le strutture compilando schede descrittive. Successivamente UniBs ha approfondito le attività di monitoraggio:i ponti sono stati numerati, codificati e inseriti nel geoportale provinciale e nell’Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche (Ainop).

A ogni viadotto è stato assegnato anche un colore (rosso, arancione, giallo e verde) in base alla priorità di intervento. Dopo i primi due anni, nel 2018 e nel 2019, sono state appostate le prime risorse economiche alle quali si sono aggiunti nel 2020 fondi regionali. E così nel 2020 il Broletto aveva già un programma di manutenzione pronto, con due anni di anticipo rispetto all’entrata in vigore delle linee guida ministeriali che impongono alle Province di definire la classe di attenzione di ciascun manufatto. A questo punto i 477 ponti sono stati affidati a diversi soggetti: 195 a UniBs; 187 a un operatore tramite gara d’appalto; 4 al Politecnico di Milano; i restanti sono stati esaminati dal personale interno e dai progettisti coinvolti nella loro realizzazione o ristrutturazione.

Lo stato di salute

Dal 2016 ad oggi tutti i 477 ponti sono stati analizzati e valutati. Dalle analisi è emerso che 41 ponti rientrano nella classe di attenzione alta e 78 nella classe medio–alta. Da Palazzo Broletto sottolineano che «la classe di attenzione non è un parametro correlato direttamente alla pericolosità, ma determina la frequenza delle ispezioni, che per le categorie più critiche devono essere effettuate ogni sei mesi. Questo comporta un impegno significativo in termini di risorse e competenze tecniche.

Per comprendere meglio le cause dei risultati emersi – continuano –, sono stati avviati approfondimenti di livello 4, che prevedono la modellazione strutturale tramite software, indagini sui materiali e analisi dettagliate». E aggiungono: «Ad oggi, 14 approfondimenti sono stati completati e 4 sono in corso. Ogni indagine ha un costo medio di 30mila euro». Tutti i ponti che, durante le primissime ispezioni, erano stati classificati rossi sono stati riqualificati, così come molti «arancioni». Tirando le somme, quindi, ad oggi 45 strutture sono state riqualificate, per 41 i lavori sono in corso e per oltre 35 ponti sono stati programmati. La pianificazione arriva fino al 2029.

Gli investimenti

Gravoso l’impegno economico che vede in campo Provincia, Regione e Ministero: 5,4 milioni sono fondi del Broletto; 19,7 milioni sono ministeriali «Bacino del Po» per cinque interventi, tra cui la ricostruzione del ponte di Palazzolo; 9,5 milioni di Regione arrivati attraverso più stanziamenti tra il 2019 e il 2020;17,6 milioni dal decreto Ponti 1; 7,3 dal Decreto Ponti 2 per il triennio 2024–2026 e 13 milioni per il 2027–2029 per un totale di circa 72,5 milioni.

«L’importanza di questi interventi – spiega il consigliere delegato alle Strade, Paolo Fontana – risulta evidente anche dai fondi impiegati per le ricognizioni, le analisi, ma anche per le opere di riqualificazione o di costruzione ex novo».

«Il lavoro d’indagine – sottolinea il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini – ci ha permesso di costituire un importante patrimonio d’inventario strutturale che non molte Amministrazioni possono vantare, con un intervento di schedatura, struttura per struttura, a disposizione dei cittadini, attraverso il nostro geoportale. Il nostro impegno prioritario resta quello della sicurezza».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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